Sopralluogo in un bene confiscato alla camorra ma “si entra solo su invito”

Castellammare di Stabia. Primo sopralluogo delle Istituzioni in un bene confiscato alla camorra a Castellammare di Stabia. Non un incontro pubblico, bensì privato! Il bene è stato confiscato nell’ambito dei processi di camorra legati alla criminalità organizzata locale, e dopo alcuni anni è stato affidato al locale circolo di Legambiente. L’associazione ha organizzato la visita delle Istituzioni, ma purtroppo è stato fatto tutto in forma privata, o quasi. Porte chiuse ad alcuni giornalisti: «Ci dispiace – dice uno dei responsabili del Circolo Legambiente, bloccando il cronista all’ingresso – ma è un evento a cui si può accedere soltanto su invito». Purtroppo sarebbe stato bello poter fare la cronaca di una giornata della legalità. Un appartamento sito in quella che fu la roccaforte del clan D’Alessandro, dove viveva uno dei boss della camorra locale, magari dove si era deciso anche qualche azione criminale. Sarebbe stato bello raccontare attraverso le immagini la nuova vita di quelle mura, ma purtroppo non è stato possibile. Solo dopo alcuni minuti, il responsabile del Circolo ha detto: «Vabbè magari entra – al cronista bloccato – fai qualche immagine, qualche video, poi però lo vediamo assieme prima di pubblicarlo, ci terrei a visionare tutto prima». Purtroppo non è così che funziona, ed oggi si è data la possibilità di entrare in una delle case che è stata (può darsi,ndr) base della regia di molti fatti criminali degli anni 80/90, ma qualuno ha ben pensato di continuare a tenere chiuse quelle porte, quell’appartamento che, seppur un bene Pubblico ricevuto in gestione dallo Stato, rimane accessibile solo a pochi. Come la camorra, solo per gli “affiliati”.

Alla luce di quanto accaduto non posso che esprimere la mia solidarietà ai colleghi a cui è stato negato di partecipare ad un evento importantissimo quale il  primo sopralluogo in un bene confiscato alla camorra.

Emilio D’Averio
direttore responsabile di onlinemagazine.it