Crotone all’ultimo respiro: con un miracolo si resta in A

Il miracolo vero e proprio, a dirla tutta, avvenne nel lontano 1992, quando la famiglia Vrenna, insieme ad altri soci, rileva la società dalle categorie più basse fino a riportarla tra i professionisti.

Lo spirito combattivo e mai arrendevole di Vrenna è stato, da sempre, trasmesso ai calciatori che facevano parte della rosa, e dopo alcune stagioni complicate nei primi anni del 2000, la stagione 2008/2009 è quella della stabilità.
Infatti, dopo essere tornato in serie B, il Crotone per stagioni milita in cadetteria passando da buoni piazzamenti a salvezze insperate.
E nella stagione 2015/2016 il miracolo continua. Invece di salvarsi come da obiettivo stagionale, gli “Squali”, ottengono una promozione nella massima serie, con una rosa di parametri zero, prestiti e giovani della primavera. Con tre giornate di anticipo, chiude al secondo posto un campionato fantastico, alle spalle del Cagliari.
La prima, storica, promozione in serie A parte male, come da pronostico. La squadra della promozione è stata sfasciata con tanti i volti nuovi al servizio di Davide Nicola. Per ingranare ci vogliono 6 mesi di sconfitte e di duro lavoro settimanale sui campi di allenamento. Ed è proprio questa la differenza tra il Crotone e le altre squadre che in questo campionato hanno lottato per non retrocedere o già sono retrocesse (vedi Pescara e Palermo), i rossoblu non hanno mai lottato.

Da fine gennaio in poi, le partite dei calabresi sono tutte all’insegna della lotta, della passione che da sempre hanno contraddistinto questa società e la proprietà Vrenna. In Calabria, ancora una volta nella storia, si inizia a sentire odore di Miracolo calcistico. Le dirette avversarie rallentano incredibilmente, due di esse si sono arrese al proprio destino, altre due, Empoli e Genoa non vincono più. E allora si arriva all’ultima giornata, nell’ultimo week end di maggio, con la classifica che recita: Crotone 31, Empoli 32. Nel frattempo il Genoa, con una vittoria sul Torino, è riuscita a salvarsi.

Come è cominciato questo campionato, una rosa con un valore tecnico pari, quasi, a zero se non per Falcinelli, Trotta ed altri pochi, arrivare all’ultima giornata e giocarsi la salvezza con una squadra e una società seria come l’Empoli è già un grandissimo risultato.

Tra qualche giorno, quindi, un’intera città, forse una nazione, tiferà per dei ragazzi che in campo in ogni partita, vinta o persa, hanno sempre messo il cuore e onorato la loro maglia.
Sul cammino storico del Crotone ci sarà una Lazio, già hai gironi di EuroLeague e con una finale di coppa Italia appena disputata (e persa) senza troppe motivazioni. Più della Lazio, chi preoccupa al Crotone sara, purtroppo, il Palermo che ospiterà l’Empoli. E per motivi economici, legati al “paracadute”, al Palermo converrà perdere la partita e condannare i ragazzi di mister Nicola a tornare in serie B.

Lo “Scida” di Crotone, nonostante le difficoltà di un anno intero, e la consapevolezza di una (quasi) retrocessione, sarà tutto esaurito per incitare la propria squadra.
Di miracoli questa squadra ne ha ricevuti, forse, troppi durante la sua storia. E chiederne un altro è chiedere troppo. Bisognerà aspettare l’ultimo triplice fischio dell’arbitro per capire se la divina provvidenza è stata nuovamente clemente oppure no.