Castellammare, il Cammino Neocatecumenale celebra i 40 anni in città. La testimonianza: “Così è cambiata la mia vita”

Si è svolta lunedì scorso nella Cattedrale di Castellammare una celebrazione presieduta dall’ Arcivescovo Alfano per festeggiare i quarant’anni del Cammino Neocatecumenale in diocesi. Erano presenti Nazareno Cometto e Maria Bianca Perez Gomez, Alessandro del Principe, dell’equipe itinerante responsabile delle regioni Campania-Molise, il Prof Gianfranco Cavallaro – segretario diocesano Consulta delle aggregazioni laicali, il Dott Gianfranco Aprea – presidente Azione Cattolica diocesana, il Dott. Aldo Celentano – responsabile diocesano di Comunione e Liberazione, la Sig.ra Olimpia Cascone – responsabile diocesana del Rinnovamento nello Spirito, la Sig.ra Genoveffa Barbato – responsabile diocesana del Movimento dei Focolari, priori di confraternite della zona stabiese, alcuni parrocchiani e i fratelli delle diverse comunità che in questi anni sono nate nelle varie parrocchie dell’ area stabiese e sorrentina, isola di Capri compresa.

La storia. Questa esperienza ecclesiale è iniziata nel giugno del 1976, quando un sacerdote proveniente dalla Sicilia, scelse Castellammare di Stabia, come località in cui trascorrere alcuni giorni di riposo. Durante il suo breve soggiorno nella città delle acque, si fermò nella chiesa del San Marco a pregare. Don Ciro Donnarumma, allora parroco, appena notò questo sacerdote forestiero seduto nei banchi della chiesa a pregare, gli si avvicinò per chiedergli da dove venisse e rimase meravigliato nell’ascoltare che, Don Corrado, era venuto a Castellammare dalla Sicilia per trascorre alcuni giorni di riposo. Stupito, Don Ciro, gli chiese come facesse ad allontanarsi per giorni interi dalla parrocchia e dagli innumerevoli impegni pastorali. Don Corrado, con molta serenità gli rispose che grazie alla preziosa collaborazione dei fratelli delle comunità Neocatecumenali, presenti nella sua parrocchia, era libero da molte delle incombenze proprie di un parroco, eccezion fatta per la celebrazione dei sacri misteri. Incuriosito dalla cosa, Don Ciro si recò subito dal Vescovo di allora, Mons. Pellecchia, per parlargli e conoscere la sua opinione circa questa esperienza. Il vescovo, nell’accoglierlo sorprese Don Ciro, perché gli disse che lo stava cercando proprio per proporgli di iniziare nella parrocchia San Marco ,una nuova esperienza di evangelizzazione : il Cammino Neocatecumenale. Così nel gennaio del 1977 iniziò la prima catechesi, condotta da un’ equipe di catechisti formata da una coppia di sposi, Patrizio e Marisa Astorri, un sacerdote, padre Giuseppe Giuli e un cantore donna, Natina. Al termine della predicazione, il 27 marzo 1977 nacque la prima comunità Neocatecumenale della diocesi, la quale ha completato il cammino rinnovando le promesse battesimali nella veglia di Pasqua del 2003. Da quella comunità, dopo circa 2 anni furono eletti dei catechisti che portarono la predicazione ricevuta, in altre parrocchie della diocesi.  Così, di anno in anno, durante il tempo di Avvento e di Quaresima, il cammino si è sviluppato in maniera esponenziale sul territorio. I frutti che ha dato in questi quarant’anni il Cammino– riconosciuto dal Santo Padre Giovanni Paolo II come “un itinerario di formazione cattolica per tutti, valido per la società e per i tempi odierni” – sono stati davvero tanti:   la riscoperta della gioia del proprio Battesimo, la disponibilità all’annuncio del Vangelo, vocazioni alla vita consacrata, famiglie disponibili all’evangelizzazione in diverse parti del mondo, ragazzi e ragazze sottratti alla droga, alla delinquenza, al mal di vivere, matrimoni ricostruiti , anziani ai quali è stato risparmiato il dramma della casa di riposo.

La testimonianza di Luca. Di notevole importanza è la testimonianza che ci ha raccontato un giovane, su quanto sia stato importante nella sua vita il Cammino, per ridargli la speranza di vivere, in un momento delicato. “Ho compiuto da poco 25 anni – afferma Luca – vivevo una vita abbastanza tranquilla, fino a quando all’età di 14 anni, la separazione dei miei genitori ha creato non pochi problemi. In piena adolescenza ho sperimentato una sofferenza più grande degli anni che avevo, che mi ha portato in più occasioni a ribellarmi con Dio, perché a differenza dei miei coetanei, oltre ad avere una famiglia distrutta ero costretto a vivere anche una situazione di precarietà economica, che mi privò di tutte le cose che un adolescente possa desiderare. Questo sentirmi inferiore mi portò ad allontanarmi totalmente dalla Chiesa, pensando che Dio non esistesse. Non socializzavo con nessuno perché mi disprezzavo, a scuola andavo malissimo, perché  ritenevo che studiare non servisse a niente.. Grazie a Dio un giorno, fui chiamato ad ascoltare delle catechesi, ed io che non mettevo piede in una chiesa da diversi anni, ne rimasi colpito sin dal primo incontro, perché sembrava fatto ad hoc per me. Oggi posso dire che grazie al Cammino la mia vita è cambiata, la mia fede in Dio va crescendo, mi sono laureato, sono molto più socievole e soprattutto ho cancellato la parola tristezza dalla mia vita – conclude – non che oggi non ci siano difficoltà, però sono consapevole che Dio non mi abbandona mai e quindi con molta serenità mi affido a lui. Il Cammino in pochi anni ha non solo cambiato, ma migliorato la mia vita”.
Il Cammino Neocatecumenale è una delle tante realtà ecclesiali radicate nella diocesi di Sorrento – Castellammare di Stabia, in special modo nella città delle acque.

Fabio D’Amora

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