De Magistris dopo la consegna della cittadinanza onoraria a Maradona: le dichiarazioni

Dopo la consegna della cittadinanza onoraria a Diego Armando Maradona presso Palazzo San Giacomo, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris si è soffermato a parlare dell’evento:”Siamo contenti che la cittadinanza al più grande calciatore di tutti i tempi che sia stata data qui al Palazzo della città dando il profilo istituzionale. Poi c’è la festa in piazza”. “Diego ha fatto sognare napoletani e tifosi e poi ha trasformato il sogno realtà, e meritava, al di là delle opinioni dissenzienti che rispettiamo, una giornata come questa.

Quindi siamo contenti”. Il primo cittadino ha riferito poi di aver visto Diego realmente felice: “L’ho visto emozionato ha veramente Napoli nel cuore e questa è una bella cosa”. De Magistris ha anche spiegato il cambiamento di programma riguardante la consegna della cittadinanza e del ritardo dell’asso argentino, affermando “Maradona ha fatto innamorare Napoli anche per la sua imprevedibilità, per la sua genialità, per la sua sregolatezza. Abbiamo fortemente voluto, e questo forse ha turbato gli equilibri di qualcuno, scindere il momento istituzionale dalla festa. La festa è di Diego, il momento istituzionale è momento istituzionale, la cittadinanza infatti si da in Comune o al Maschio Angioino. Per la prima volta l’abbiamo data qui in cortile che è anche più bello. Diego ha ringraziato me e la città”. Il primo cittadino ha riferito anche le sensazioni percepite in prima persona e quelle del Pibe de Oro: Ero molto emozionato”, e lo era anche Diego. Siamo ritornati con la mente al 5 luglio del 1984 quando 80.000 napoletani lo videro palleggiare per la prima volta allo stadio. Quest’anno abbiamo festeggiato i 30 anni, non si vive solo di ricordi, guardiamo al futuro e vogliamo ancora vincere, ma Diego ha dimostrato l’amore per la squadra e per Napoli. Oggi è anche formalmente cittadino napoletano, lui lo ha detto bene: lo è stato sin dal primo giorno, ma adesso è nella storia della città anche formalmente ed è negli archivi”.