Roma, la mafia dov’é?

Roma 20 luglio ore 13:00 aula bunker di Rebibbia. Il Presidente del tribunale di Roma, X sezione penale, Rosanna Ianniello mette fine a ciò che per 231 udienze hanno cercato di inscenare i pubblici ministeri della Procura capitolina: l’aggiunto Ielo e i sostituti Giuseppe Cascini e Tescaroli, ovvero l’esistenza di una “mafia” che a Roma, forse più che nelle altre città, è ben impiantata ma che nulla aveva a che vedere con questo maxi processo. Cade l’accusa di associazione di stampo mafioso il famigerato articolo C.P. 416 bis nei confronti dei 19 imputati di tale reato tant’è che dei ben 515 anni di pena complessivi richiesti dalla procura per gli imputati vi è stata una riduzione a 250 anni.

Quindi una procura di Roma che ne esce sconfitta, delusa e amareggiata, in primis per il clamore mediatico che in questi quasi tre anni aveva suscitato, ma soprattutto per le forze dispiegate per istruirla mediante indagini risalenti al lontano 2012, il tutto conclusosi forse come un grande buco nell’acqua.

Antonio di Capua