USS Indianapolis: Men of Courage. In sala al Montil la tragedia della nave che trasportava la bomba di Hiroshima

 

Castellammare di Stabia. Da mercoledì 19/07/2017 a mercoledì 26/07/2017 alle ore 18.15 – 20.15 e 22.15 presso il Cinema MONTIL di Via Bonito a Castellammare di Stabia verrà trasmesso “ USS INDIANAPOLIS” (USS Indianapolis: Men of Courage) è un film (128 minuti) di guerra del 2016 diretto da Mario Van Peebles, con Nicolas Cage e Tom Sizemore. Del cast entra a far parte Cody Walker ed è per lui il primo film dopo essere stato in Fast and Furious 7 la controfigura di Brian O’Conner (interpretato precedentemente dal fratello, Paul Walker). Il film è uscito nelle sale cinematografiche americane il 14 ottobre 2016. INGRESSO EURO 7,50 RIDOTTO 5,00 €

La Trama. Nel 1945, l’incrociatore pesante USS Indianapolis, comandato dal capitano Charles McVay, sta trasportando all’isola di Tinian la prima bomba atomica Little Boy, che in seguito sarebbe stata utilizzata per bombardare Hiroshima verso la fine della seconda guerra mondiale. La nave, scelta per la sua elevata velocità di crociera, viaggia senza scorta, a causa dell’altissima segretezza della missione. In viaggio nel Mar delle Filippine dopo aver sbarcato il proprio carico, il 30 luglio 1945, la nave è silurata e affondata da un sottomarino giapponese. 300 membri dell’equipaggio finiscono in fondo al mare, mentre più di ottocento uomini restano bloccati in mare per cinque giorni senza cibo e senza acqua, nelle acque più infestate da squali del mondo. I segnali di SOS da parte dell’equipaggio sono ignorati dalle stazioni radio americane, che non hanno notizia di operazioni navali nella zona, tantomeno della presenza dell’incrociatore; viene ignorato anche il messaggio dello stesso comandante giapponese, che comunica l’affondamento e inoltra richiesta di soccorso per i naufraghi. La maggior parte dei sopravvissuti muore divorata dagli squali o impazzita per la disidratazione, il sole e per aver bevuto acqua salata di mare. Al quinto giorno, un pilota d’aereo li scorge per caso e organizza il salvataggio nonostante gli ordini contrari della stessa stazione radio che aveva ignorato la richiesta di soccorso. Solo 317 uomini sopravvivono al disastro. Alla ricerca di un capro espiatorio per la propria negligenza, la Marina condanna il capitano McVay, cui erano state tuttavia negate importanti informazioni di sicurezza, come l’avvenuto affondamento di un’altra unità e la presenza di sommergibili nemici nelle acque tra Tinian e le Filippine, per aver “messo a rischio la nave rinunciando a zigzagare”, nonostante le prove schiaccianti a suo sostegno e la testimonianza dello stesso comandante giapponese.