Champions League. Napoli, parla Sarri: “Dispiaciutissimo per Milik ma non piangiamoci addosso”

In vista della seconda giornata di Champions League contro il Feyenoord, il Napoli ha presentato in conferenza stampa mister Sarri accompagnato dal centrocampista italo-brasiliano Jorginho.
Il primo a parlare è stato proprio il centrocampista, il quale ha parlato di Milik e della situazione generale del suo Napoli: “La notizia dell’infortunio di Milik ci ha procurato dispiacere, ci ha fatto male, ma ci darà motivazioni per vincere la partita anche per lui. L’importante è il gruppo, il singolo non fa la differenza. Non c’è pressione, siamo sereni e fiduciosi del nostro lavoro e per questa partita che sarà molto difficile. Ogni partita deve essere vissuta allo stesso modo, campionato e Champions non fa differenza. Credo che si possa sempre migliorare, non ho ancora raggiunto il massimo e ci sono margini. Sto lavorando per crescere ancora. La strada migliore per vincere è quella di giocare bene, divertendosi. È anche vero che la partita contro la SPAL, due anni fa, non l’avremmo vinta, quindi qualcosa è cambiato. C’è voglia di portare a casa il risultato anche quando stai facendo fatica a giocar bene. Noi cercheremo di giocar bene e far divertire i tifosi che verranno a vederci”.

Anche Sarri ha iniziato la sua conferenza parlando di Milik e del suo infortunio, puntando il dito verso il campo di Ferrara e su quanto sia difficile trovare adesso una soluzione alternativa all’attaccante polacco: “E’ stato sfortunatissimo, stava tornando in grande condizione, mi dispiace tanto ma non dobbiamo piangerci addosso. Voglio dire che nessuno di voi ha puntato l’indice contro un terreno di gioco indegno. Il suo infortunio è dovuto a questo? Il terreno è lo strumento più importante di quest’attività, se un’attività che fattura due miliardi di euro non consente di averlo al top è indegno. Le prove le faremo quando avremo tempo: giochiamo ogni 70 ore, non c’è modo di lavorare. O riformiamo il calendario, perché le Nazionali non possono avere i giocatori 33 giorni su 90, o non ci sarà modo. Ora comincio a capire perché gli allenatori parlano solo di mercato e non di lavoro: il lavoro a questi livelli non esiste più”.

Il pensiero di Sarri sulle squadre olandesi: “Quando si affronta l’Ajax dicono tutti che è una sfida difficile, ma il Feyenoord l’anno scorso gli è arrivato davanti e quindi sarà una sfida difficilissima, ci metteranno in difficoltà. Il San Paolo dovrà darci una mano, non è un match decisivo ma molto importante”.

Al mister viene chiesto della possibilità di un campionato a squadre ridotte: “Ci sono pro e contro: da un lato si diminuiscono le partite, dall’altro si toglie il sogno a tantissime città e quindi si riduce il numero di società che possono raggiungere la massima serie. Il dito va puntato contro le Nazionali, vanno ridotti i loro impegni e il lavoro dei club darà maggiore qualità alle partite. Il Napoli potrà rilavorare una settimana intera solo a dicembre, questo dice tutto”.

Con il senno di poi, probabilmente, era giusto tenere un altro attaccante in rosa, ma Sarri dribbla così la domanda: “Non sono il presidente o il direttore sportivo. Non ho venduto nessuno. In ogni caso è ipocrisia far fare 70 partite all’anno e poi bloccare le liste UEFA, era inutile avere più giocatori se poi non li puoi utilizzare. Il discorso Milik si può fare anche ai terzini, che sono quattro per due ruoli. Poi va capito con quale voglia un giocatore sarebbe rimasto a fare la terza punta. È un problema per ogni squadra: se a Icardi o Higuain capita un infortunio, e spero che non capiti mai, le loro squadre andrebbero in difficoltà”.

Piccolo turn over in vista della sfida di domani: “A prescindere dagli ultimi risultati, ho visto un Feyenoord molto vivo e quindi sarà una gara difficilissima. Toglieremo dal campo i calciatori stanchi, ma ce ne sono alcuni che non hanno dato assolutamente dato cenni di stanchezza e questo è ottimo. Ci saranno 3-4 cambi rispetto alla sfida di sabato, ma niente di più”.

Con l’infortunio di Milik, anche il nuovo modulo provato contro la SPAL non potrà essere riutilizzato: “La cosa che mi dà più rabbia è che sabato abbiamo fatto 10 minuti di grande livello col 4-2-3-1, ed è un’alternativa che ora perdiamo. Callejon come prima punta credo che dia grandi garanzie, se pensiamo ai sei minuti di recupero che ha fatto conquistando tre punizioni. Ounas è un potenziale, non ci dà ancora garanzie perché non è del tutto inserito nel nostro modo di giocare ed è molto istintivo. Ma le caratteristiche per fare bene ce le ha tutte”.

I tifosi attendono una risposta positiva dopo la sconfitta in terra ucraina: “Il rischio di sottovalutare qualche impegno c’è, ma se pensiamo alla prestazione gara dopo gara, sarà più facile arrivare al risultato. Vedremo se riusciremo ad avere lo stesso livello di determinazione che abbiamo in campionato anche in Coppa, c’è da combattere con l’inconscio”.

Sarri, infine, spiega il momento di uno dei leader della squadra, Pepe Reina: “Reina sta facendo benissimo. Ha preso gol sul suo palo, ma non è che se lo prendeva dall’altro lato cambiava qualcosa. È un po’ un luogo comune quello che il portiere non possa prendere gol sul suo palo. La situazione era difficilissima, la barriera era lunga, i primi due si sono inchinati e quando ha visto la palla era ormai lontano metri. Poteva invece mettersi tutto sul suo palo, ma se avesse fatto così 8 volte su 10 avrebbe preso gol sull’altro. Ha preso un gol da uomo”.