Scafati, vittima di bullismo costretto a cambiare scuola. L’ex consigliere Matrone:”C’è bisogno di più controlli nelle scuole”

Nelle scorse settimane, a Scafati, un bambino è stato costretto ad abbandonare la scuola elementare pubblica per trasferirsi in una privata, perché vittima di atti di bullismo.
Il caso è stato denunciato dall’ex Consigliere comunale Angelo Matrone in una nota stampa pubblicata anche su Facebook.
“Gli episodi di bullismo avvenuti nelle scuole elementari mi preoccupano. I fatti di cui sto parlando sono episodi incresciosi e gravissimi avvenuti nelle scorse settimane” – spiega Matrone – “L’esercizio della violenza perpetrata ai danni di qualche bambino è culminato in un cambio scuola. Questo bimbo e la sua famiglia non sono stati ben tutelati. Il piccolo alunno è stato vittima di atteggiamenti dispettosi di qualche coetaneo, continuati poi nei confronti dei suoi familiari da parte di alcuni genitori. Spero che si faccia luce sul caso, perché è importante che questi avvenimenti non si ripetano più e non passino inosservati”. Infine, Matrone lancia un appello: “Rivolgo un messaggio ai direttori scolastici e ai commissari straordinari, affinché monitorino l’attività scolastica. Costringere un alunno a lasciare la scuola pubblica per colpe non proprie è inaccettabile. L’Amministrazione comunale attraverso la commissione straordinaria faccia la sua parte controllando l’attività degli istituti scolastici”.
Tantissime le approvazioni sotto al post di Matrone sul suo profilo Facebook, con alcuni genitori che sottolineano il bisogno di dover fare di più sul bullismo, di combatterlo, denunciando casi anche in altre scuole, affinché episodi del genere non si verifichino più.
La commissione straordinaria, ignara dei fatti, si dichiara pronta ad attivare tutti gli organi competenti in caso di ulteriori notizie. Sul bullismo in città Anna Maria Campitiello, mediatrice familiare dello sportello ascolto Futuro Famiglia: “Non conosco il caso ma posso dire che gli episodi di bullismo a Scafati accadono. Sul tema nelle scuole c’è anche la figura professionale del professore antibullismo. Noi abbiamo invitato sempre a denunciare ma invitiamo anche famiglie e insegnanti alla massima attenzione verso quelli che sono i comportamenti spia, che vanno dal desiderio di non voler andare a scuola alla mancanza di appetito a dolori fisici anomali”.