PD. Bassolino lascia il partito: “Fa scelte imbarazzanti”

Eppure, fino al referendum ha resistito schierandosi con Renzi.”Anche dopo. Ho resistito fino al congresso che lo ha riconfermato. Però non ho votato – aggiunge Bassolino – È stato un congresso inutile, senza politica. Bisognava avviare una grande riflessione sull’Italia reale e sul rapporto tra Pd e Paese. Invece si è provveduto solo a ufficializzare la stagione della grande rimozione. La stagione del girare sempre pagina, del mai voltarsi indietro. Mai ammettere gli errori o correggerli. Una stagione che paradossalmente è iniziata con la vittoria alle Europee, dove importante è stato il contributo di Renzi. Si è pensato che quello fosse per il Pd un dato politico strutturale”. Un errore fatale? “Certo – risponde – E dopo sono venuti due ‘cazzotti’ micidiali: le comunali e il referendum. Renzi ha sovrapposto le due campagne elettorali. Le ha personalizzate e politicizzate, ottenendo l’effetto opposto a quello sperato. A Napoli sembrava essere lui l’avversario di de Magistris, e così non si è parlato dei problemi della città: delle buche stradali, dei trasporti. Il Pd ne è uscito umiliato. Fuori anche dal ballottaggio. Poi è stato un crescendo”. “Imporre la fiducia sul Rosatellum è stato un errore – attacca l’ex sindaco di Napoli – perché si è impedito di migliorare la legge e si è prodotto un danno alla democrazia, nel senso della decisione politica e della partecipazione. Si poteva introdurre il voto disgiunto o avere meno nominati. Invece ci sarà un ritorno a 25 anni fa, quando la sera del voto non sapevamo chi avrebbe governato. Questa legge rischia poi di alimentare il voto di protesta”.