Il passato in Germania, gli appunti su Baggio, e il suo legame con lo Zac: il nuovo “inizio” di Roberto Floriano, in un finale tutto da vedere

“Quando tutti gli altri sono pronti per il finale per me è solo l’inizio” diceva Buttlers nel film “Quando un padre”, diretto da Mark Williams: basta una frase, e magari anche la sua preferita, per descrivere Roberto Floriano. Il tedesco con il vizio del goal è tornato dopo l’infortunio, con una meravigliosa doppietta realizzata giovedì scorso contro la Salernitana, proprio nel… finale di partita. Un finale che sa tanto di inizio per il numero 27 rossonero: ha voglia di tornare a brillare e di conquistarsi prima la fiducia di mister Stroppa.
Un piccolo gioiello, nato con il pallone tra i piedi, da quando aveva 4 anni non fa altro che giocare a calcio: così piccolo ma così tenace, Roberto chiedeva ai suoi genitori di farlo giocare, e lo accontentarono portandolo ad Ebingen in Germania. Ha vissuto lì fino a 12 anni, quando poi con la famiglia si sono trasferiti in provincia di Milano, iniziando una nuova avventura nel settore giovanile dell’Inter per 8 anni.

Una passione ereditata ed alimentata dal padre: che poi Roberto si ispira ad un altro di Roberto.. e chi se non Baggio. Il suo idolo sin da bambino, e mentre lui scriveva la storia, il piccolo Roberto prendeva appunti. Spesso lo faceva proprio dal campo, come racchettapalle quando era a Milano. Non tifa per nessuna squadra, però è per la nerazzurra che simpatizza.
Tanta fortuna a Milano, non solo nella sua carriera ma anche in amore: lì ha conosciuto Stefania, sua fidanzata da ormai 5 anni. I due si sono frequentati per diversi mesi finché non è partito per la Bulgaria. Lei ha deciso di raggiungerlo per andarlo a trovare e così si sono fidanzati a Sofia, da lì il nome della loro prima figlia. Il regalo più bello che potessero ricevere, annunciato da Stefania una mattina alle sei: dopo aver fatto il test è andata subito a svegliare Roberto ed ovviamente, inutile dire, che per la gioia non sono più riusciti a dormire! Ed è da lì che è cambiata la loro vita. Sofia, che assomiglia molto sia esteticamente che caratterialmente a Roberto, è una bimba super attiva, dinamica, socievole e testarda… ma che ha ereditato anche dei tratti di dolcezza dalla mamma.
Tale padre tale figlia, non solo per il carattere ma anche per le passioni: la piccola Sofia ha solo 1 anno, ma già un debole per il pallone, il suo gioco preferito… forse perché vede proprio il papà, ed è così che passano il loro tempo insieme. Un amore immenso, tatuato anche sulla gamba di Roberto: una bimba con un palloncino rosso in mano, un’idea di Camilla, la fidanzata di suo fratello Dario.
Bravo con la palla, ma lontano dal prototipo del calciatore: quando non è sul campo, ama vedere film, un appassionato di cinema e lettura. Da qualche anno a questa parte ha riscoperto il piacere di leggere, è un regalo sempre a lui gradito un bel libro. E così ci ha pensato Stefania, che a Natale gli ha regalato “La bambina che guardava i treni partire”, un romanzo storico, genere che a Roberto piace molto.
E tra tanti treni, quest’estate il tedesco ha deciso di riprendere proprio quello per Foggia: nel 2015 chiamato direttamente da De Zerbi, dopo una stagione eccellente nella città rossonera, vincendo la Coppa Italia e arrivando in finale playoff contro il Pisa, Roberto è andato in prestito alla Carrarese, per poi tornare a Foggia in una nuova avventura in Serie B. Il ritorno, un desiderio che aveva già da gennaio, dopo essersi legato così tanto ai colori rossoneri, ai tifosi e allo Zac. Proprio perchè a Foggia si è ambientato sin da subito, con il calore e il tifo della gente che non ti fa mancare niente. Quindi, dopo aver contribuito con 11 goal a salvare la Carrarese, è tornato ad indossare la casacca rossonera, questa volta con il numero 27. Il mister Stroppa ha voluto Roberto e lui ha voluto il Foggia: così accontentato, nonostante il poco spazio trovato nell’avvio di questa stagione. Ma le occasioni arrivano per tutti, basta saperle sfruttare e il 27 rossonero l’ha già fatto giovedì scorso, partendo dalla panchina, e realizzando due gol decisivi. Oggi calerà il sipario sul 2017 ma per Roberto Floriano potrebbe essere soltanto l’inizio di un nuovo capitolo rossonero: “Per me è solo l’inizio”, proprio come dice la sua frase preferita.. e chissà, da stasera staremo a vedere.