L’idolo Butler, i capelli alla Claudio Amendola e quel rituale made in Pagani con l’amico Cicerelli: dal Colosseo a Foggia, a…ridaje Ciccio Deli!


Il tre è un numero perfetto o forse un numero magico…: “Three is a magic number”. Almeno così diceva uno spot telefonico in televisione qualche anno fa. Non lo dice, ma dovrà seriamente cominciare a pensarci al riguardo anche Francesco Deli, centrocampista del Foggia di Stroppa arrivato in rossonero in una fredda notte di inizio gennaio: il giorno 3, appunto, prima di mettere tutto nero su bianco soltanto il giorno dopo. Il resto è storia: quattro gol decisivi fino al 23 aprile in 12 partite, praticamente uno ogni.. tre partite! Ogni volta che segna lui, il Foggia vince e realizza tre reti: è la regola di Deli, una costante decisiva verso la storica promozione in Serie B di qualche mese fa. La Serie B è nuova categoria in cui Deli sta un pò faticando, almeno fino a venerdì scorso: Stroppa gli concede tre…nta minuti e Deli – in tandem con Beretta – riaddrizza in un colpo solo partita e panchina al suo allenatore. Potrebbe essere una possibile svolta sul suo campionato e su quello del Foggia, quasi in caduta libera. Di cadere non ne vuole proprio sapere, invece, “Ciccio” visto che con la la palla tra i piedi ci è praticamente cresciuto. Una passione trasmessa dal papà Claudio che ha giocato a calcio, seppur a livello dilettantistico, fino ai trent’anni. Così il numero 18 rossonero ha iniziato all’età di soli sei anni, prima nella sua zona, Lunghezza, fino ai nove anni per poi andare alla Lodigiani, un’autentica cantera di talenti. Di un altro Claudio, sempre romano, ma che di mestiere fa l’attore, invece Deli sembrava voler rubare la capigliatura…

I capelli poi Deli li ha cambiati, i gusti proprio no: resta un vero romano, amante degli gnocchi, della sua città e dei colori giallorossi.. proprio come un altro Francesco, con dietro il numero 10, suo idolo indiscusso, eterno capitano della Roma. Un amore da condividere con l’altro suo amore, quello della sua vita, Silvia. Un amore folle che lo accompagna anche allo stadio: l’ultima volta 15/02/15, un bel San Valentino romantico all’Olimpico, ma un pò triste con la Roma frenata dal Parma sullo 0-0. Deli è già calciatore e gioca a Pagani, una seconda casa non molto lontano dalla capitale. Si allena di mattina, gioca alla play e va al cinema di sera con l’amico Emanuele (Cicerelli), compagno di squadra, ma soprattutto compagno di film: ogni venerdì insieme al cinema, poi se la Paganese fa risultato, ci si ritorna il weekend successivo. Un rituale fedele interrotto da Ciccio, diventato personalmente uno dei registi avanzati del centrocampo di Stroppa e del suo Foggia: proprio perché, a dir la verità, il 18 rossonero ha un grande feeling con il Foggia, con i suoi tifosi e con lo Zac. È voluto bene dai suoi compagni, ma con uno in particolare si trova molto bene: è Davide Agazzi, con il quale parla di palla sì, ma a spicchi. E il topic è quasi sempre lo stesso: Jimmy Butler, cestista di Minnesota, ma una vita a Chicago con la numero 21: 2+1=….Aridaje co sto 3! E come Butler (cacciato di casa a tredici anni) anche Deli è dovuto andar via di fretta da casa per inseguire un sogno difficile. E intanto la casacca di Butler è a casa Deli, su gentile concessione di Silvia come regalo di compleanno. Intanto Minnesota ha vinto nella notte in trasferta. Adesso tocca a Ciccio a Salerno con il suo Foggia. Salerno, guarda caso a tre…nta minuti da Pagani. Per il Foggia tornare alla vittoria, a casa di “Deli”, si può.

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