Castellammare. La Reggia di Quisisana e suoi otto secoli di storia

Funse da location letteraria per una delle novelle del Decamerone di Boccaccio, la sesta della decima giornata: è la Reggia di Quisisana.
La costruzione della storica dimora, situata nella zona collinare di Castellammare di Stabia, risalirebbe al dominio degli Svevi. Seguì quello angioino: furono Carlo e Roberto d’Angiò ad ampliarne la struttura, scegliendola come luogo di ristoro durante la stagione estiva. Ad epoca angioina risale l’appellativo domus de loco sano, italianizzato in Casasana, da cui l’attuale Quisisana. Fu proprio Carlo II d’Angiò, in nome di una presunta guarigione, a giudicare il posto particolarmente salubre, in cui molti sovrani trovarono rifugio: tra questi anche Ladislao I e sua sorella Giovanna II che, rintandosi alla Reggia, poterono addirittura scampare alla peste. Dopo lo splendore angioino che fece di Quisisana una delle maggiori residenze reali, la Reggia subì alterne vicende sino a quando Stabiae divenne feudo Farnese: a quel punto una lunga notte calò sul complesso. E’ solo col dominio dei Borbone, con la salita al trono del 1734, che il “Casino di Quisisana”, così come fu denominato il palazzo, fu restaurato definitivamente e poté riaffermarsi in tutta la sua sontuosità. E’ qui che i regnanti borbonici trascorrevano la gran parte dei mesi estivi, dilettandosi in attività di caccia, praticate nel bosco della Reggia, abbellito da statue in marmo e dalla costruzione delle Fontane del Re, oggi ridotte in un pietoso stato di abbandono. Accanto al maestoso parco, non potevano mancare i giardini inglesi, che ricordavano molto, su piccola scala, quelli della Reggia di Caserta. Attestata sarebbe stata anche la presenza di numerosi alberi esotici quali camelie, magnolie, cedri, eucalipti ed ippocastani. Castellammare di Stabia, da quel momento, divenne uno dei luoghi più apprezzati del regno, addirittura tappa del Grand Tour europeo. Dopo la caduta dei Borbone, la Reggia fu soggetta ad atti di vandalismo da parte dei briganti che la depredarono del suo mobilio. Tra le due guerre mondiali ospitò un ospedale militare, per poi divenire sede di un hotel. In seguito al fallimento della società alberghiera, per decenni la degradante struttura rimase inutilizzata sino ai lavori di restauro iniziati nel 2002 per far fronte agli ingenti danni provocati dal terremoto del 1980. Oggi la Reggia di Quisisana è ritornata, in parte, al suo splendore di un tempo. Benché da anni si stia combattendo per la nascita di un museo ufficiale di Stabiae proprio al suo interno, al momento la struttura di occupa di ospitare delle mostre. La più recente intitolata “Dal Buio alla Luce” ha proposto un’esposizione dei reperti archeologici conservati nell’Antiquarium e provenienti dalle ville di Stabiae.