Villa di Gomorra, Gemma: “Consigliai ai produttori di non usarla”

. Il direttore della Film Commission della Regione Campania, Maurizio , ha dichiarato ai giudici di Torre Annunziata di “aver sconsigliato ai produttori di Gomorra di continuare a registrare a Torre Annunziata. Gennaro Aquino era d’accordo con me ma loro vollero andare avanti”. L’udienza in tribunale riguardava le condizioni di utilizzo della villa del Boss Francesco Gallo nella prima stagione di Gomorra. Gallo, ritenuto uno dei capi del narcotraffico del rione Penniniello, oggi è in carcere al 41 bis. Gemma è stato ascoltato come testimone della difesa in merito al procedimento penale che vede imputati Gianluca Arcopinto, organizzatore della serie, e Gennaro Aquino, location manager, per aver favoreggiato la famiglia Gallo, la quale aveva concessa la villa in cambio di 30mila euro pagabili in cinque rate da 6mila euro. La cifra, come ha stabilito il , è stata pagata in parte in contanti in seguito alle pressioni del capoclan e dei suoi genitori.
Arcopinto si è difesa dall’accusa affermando di non saper di chi fosse quella villa e da quanto è emerso dalle parole degli altri testimoni fino ad oggi, la scelta della villa Gallo fu dettata dalla fretta, poiché a Scampia altre case selezionate non erano idonee per girare le scene di casa Savastano. Nel Febbraio 2013 fu stipulato l’accordo, i lavori iniziarono senza problemi fino al 4 aprile quando ci fu l’operazione Mano nera. Gallo fu arrestato, la villa sequestrata e la produzione andò in tilt. Ma nonostante questo il boss ordinò alla sua famiglia di farsi dare comunque i soldi dell’affitto.

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