Castellammare di Stabia e la storia dei suoi fari


Castellammare di Stabia. Di fari marittimi Castellammare ne ha avuti più di uno. Quello voluto da Ferdinando II di Borbone era di quarto ordine e per approntarlo le pratiche durarono ben dodici anni, dal 1827 al 1839, fino all’approvazione del deliberato del 1841. I lavori furono eseguiti dall’Impresa Parisi a partire dall’anno successivo, dal 1842. Fu il primo faro costruito dal Governo Italiano e a presiedere la sua inaugurazione nel 1870 fu il Ministro Lanza. “Esso sorgeva dal mare svelto e isolato, e risultava di chiara segnalazione ai naviganti con un raggio di azione della portata di 14 miglia marittime” così ci informa Michele Palumbo. Ebbe vita fino al 1945 quando, per rappresaglia, fu distrutto dai nazisti in ritirata a causa dell’arrivo degli alleati. La distruzione del faro avvenne assieme all’affondamento di vari mercantili, al saccheggio, incendio e devastazione delle officine della Corderia e Navalmeccanica. In seguito, sia per consentire alla Navalmeccanica le necessarie trasformazioni della banchina al fine di impiantarvi officine con attrezzature più moderne e sia per motivi di visibilità, il faro è stato spostato più a monte cominciando le sue segnalazioni a partire dal 26 gennaio 1965 a seguito della benedizione impartita dall’Ordine Diocesano. Quello di Castellammare, che oggi non è più possibile ammirare, ebbe il vanto d’essere il primo faro costruito nel quadro di ammodernamento dei porti: ebbe una spesa complessiva di oltre trenta milioni di lire e constava di una torre in muratura, con annessi alloggi e magazzini per il personale addetto.

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