Tra crisi e malumori: l’Inter e una polveriera pronta a esplodere


L’Inter è oramai sull’orlo di una crisi e le ultime parole di Spalletti non hanno fatto altro che accentuare questo disagio e trasformato l’ambiente nerazzurro in una polveriera che, da un momento all’altro, è pronta a esplodere. Il tecnico nerazzurro avrebbe confessato ad alcuni tifosi il suo malumore per il recente periodo negativo in casa Inter, criticando l’operato societario e la poca voglia del patron Suning di investire e rendere più competitiva la squadra. Il tecnico di Certaldo ha poi spiegato in conferenza il reale significato delle sue parole, quando un “ambiente depresso” e “…a un passo dalla follia” avevano mandato in delirio buona parte del tifo interista. Partendo dal presupposto che le parole usate da Spalletti siano opinabili, o quanto meno equivocabili, c’è anche da dire che nessuno conosce l’ambiente come lui, che vive giornalmente i giocatori e saggia il loro umore. Così come quello dei tifosi.
Ma da dove parte questo malcontento? Cerchiamo di fare un po’ di ordine. Spalletti arriva in nerazzurro in estate, accolto da grande entusiasmo, e con una proprietà pronta a tutto pur di riportare immediatamente l’Inter ai vertici. I nomi altisonanti dal mercato non mancano neanche per un giorno, ma alla fine sappiamo tutti come è si chiuso il mercato estivo. Spalletti prende, incassa, porta a casa e inizia la stagione nel migliore dei modi. Decisamente sopra le aspettative per risultati e continuità, l’Inter contende per la maggior parte del girone di andata il primato al Napoli. Poi il tracollo. Da qui in poi gli interrogativi sono molteplici: colpa di una rosa troppo corta? La squadra è stata eccessivamente caricata di aspettative? E’ più un problema fisico o mentale? Il tutto è riassunto al meglio quando l’Inter perde la sua propensione al gol e la tenuta psicofisica crolla. Perlopiù in contemporanea. Probabilmente, non un caso. Il punto di non ritorno di questa situazione si è palesato dopo la trasferta a Torino con la Juventus. Da lì in poi, l’Inter ha attraversato, e continua ad attraversare, il suo periodo peggiore. Perché? Difficile da spiegare. Forse qualcuno si è reso conto che tenere il passo dei bianconeri è ancora troppo difficile e ha gettato un po’, forse troppo, la spugna. Magari troppo presto. Un calo fisico è comunque comprensibile, al di là dell’assenza dalle Coppe, e avere una rosa corta di certo non ha aiutato la squadra. Anche perché, durante un’intera stagione, non si può non tenere conto di fattori come questo. Dal canto suo, la società ha più volte ripetuto che grossi investimenti (non si capisce dunque l’ansia del mercato estivo) non erano ancora possibili, gettando acqua sul fuoco durante tutto il mercato di gennaio. Ma con la promessa che dal prossimo mercato in poi qualcosa di serio e imponente verrà fatto, quando i paletti del Financial Fair Play cadranno come da accordi. L’Inter, ora come ora, non può che contare sulle proprie forze e tentare il recupero, ad oggi insperato, di giocatori determinanti come Perisic e Candreva, o provare a ritrovare un Gagliardini troppo smarrito ma che non può essere lasciato da solo di punto in bianco. Qualcosa sicuramente andrà fatto. Qualche scelta dolorosa andrà presa, seppur momentaneamente, per provare a invertire un trend troppo negativo per appartenere all’Inter. Spalletti si è addossato tutte le responsabilità di questa situazione, promettendo ai tifosi l’uscita da questo tunnel che sembra infinito. Ora più che mai c’è bisogno di un po’ di sano, puro, e anche folle, attacco di interismo.

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