Elezioni. Cardinale Bassetti (CEI):” Tutti contro corruzione ma l’Italia è corrotta”

Roma.  “Nel tempo che precede le elezioni politiche in Italia, la corruzione è senza dubbio un tema di grande importanza. Tutta la classe politica la stigmatizza come una malattia sociale da combattere in ogni modo. Eppure le cronache ci raccontano quasi ogni giorno casi di corruzione, più o meno gravi, che riguardano un po’ tutti i livelli della società. Secondo alcune statistiche, l’Italia nel 2016 era tra i Paesi più corrotti d’Europa e alcuni giornali hanno addirittura commentato che l’Italia è un Paese in balia della corruzione”. E’ quanto sottolinea il cardinale Gualtiero Bassetti presidente della Cei, in un intervento sull’edizione italiana dell’Osservatore Romano. “Non so se le cose stiano realmente così e sono convinto che in Italia ci siano persone perbene e talenti inespressi che meritano di essere valorizzati – premette Bassetti – Senza dubbio, però, questi dati non possono lasciarci indifferenti: ci riguardano come pastori, come credenti e come semplici cittadini. Ci riguardano tutti e non possiamo far finta di credere che è sempre colpa di qualcun altro, che le responsabilità siano solo di qualche determinato attore sociale o, come è abitudine dire, della politica. Anzi, penso che sia sbagliato collegare il fenomeno della corruzione solo all’ambito politico. Temo, invece, che la vita politica rispecchi abbastanza fedelmente quella sociale. Non possiamo far finta di nulla. Prima ancora della corruzione che emerge pubblicamente, essa è una dimensione morale ed esistenziale che si colloca a livello personale e comunitario: è un virus che, come ha detto il Papa, infetta prima di tutto i nostri cuori e poi si propaga nella società. Quante volte scendiamo a compromessi per difendere i più miseri interessi particolari? Quante volte sul posto di lavoro, nelle riunioni di condominio, nelle scuole, nelle parrocchie e in mille luoghi chiudiamo un occhio o meglio ci laviamo le mani, davanti a quello che chiamiamo un male minore per ottenere qualcosa per la nostra vita?”, si chiede. Il cardinale Bassetti spiega che “da qui, si sviluppa il germe malato della corruzione. Un agente patogeno che nasce da un pervicace individualismo e da una sostanziale indifferenza verso il bene comune. Un’indifferenza pericolosa che mette in luce il lato più pericoloso del fenomeno corruttivo: la ‘banalità del male’, ovvero un fenomeno così diffuso in ogni piega della società da sembrare banale e perciò non degno della nostra attenzione e della nostra preoccupazione”. Eppure, ricorda il presidente della Cei, “Papa Francesco sin dall’inizio del pontificato non ha lasciato spazio a fraintendimenti su questo tema e ha usato parole fermissime. La corruzione, ha detto il Pontefice in più occasioni, è un ‘cancro’, un ‘virus’, un ‘tarlo’, un ‘carcere’. E lo ha ribadito di recente, riferendosi in particolare alla vita politica”