Flash Mob M5S davanti alla sede della Regione Campania: ”De Luca dimettiti”

Napoli. E’ in corso all’esterno della sede della Regione Campania in via Santa Lucia, un presidio dei consiglieri regionali campani del Movimento 5 Stelle e attivisti pentastellati per chiedere “le dimissioni del governatore della Campania Vincenzo De Luca”. Valeria Ciarambino, consigliere regionale e responsabile della campagna elettorale del movimento per la Campania, ha mostrato alle telecamere, attraverso il suo smartphone, il video relativo all’inchiesta giornalistica della testata web Fanpage.it che vede protagonista Roberto De Luca, figlio del presidente della Regione, assessore al Bilancio del Comune di Salerno che ieri ha rimesso il mandato nelle mani del primo cittadino salernitano proprio a seguito delle polemiche nate dall’inchiesta giornalistica e del coinvolgimento nell’indagine della Procura di Napoli che lo vede indagato per corruzione. La consigliera Maria Muscarà, in riferimento al consigliere di Fratelli d’Italia Luciano Passariello anch’egli indagato dalla Procura, ha ricordato come lo stesso sia “presidente della Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale sulle partecipate, commissione che doveva durare 6 mesi ed è stata ripetutamente prorogata”. Tra le partecipate sulle quali la Commissione presieduta da Passariello dovrebbe controllare figura la Sma Campania, società in house della Regione Campania il cui consigliere delegato Lorenzo Di Domenico ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato coinvolto sia dall’inchiesta giornalistica di Fanpage.it che dalle indagini dei magistrati napoletani.”Noi siamo garantisti sempre, lo siamo con Roberto De Luca, lo siamo con la sindaca di Roma Virginia Raggi”. Sono le parole del ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sulla vicenda De Luca, parlando a Unomattina su Rai Uno. “Adesso, lui ha fatto anche una scelta personale, un passo indietro da assessore, aspettiamo ovviamente cio’ che dira’ la magistratura che deve fare chiarezza” sul caso, spiega Madia in merito all’indagine della procura di Napoli.