8 Marzo, le origini della Giornata Internazionale della donna

Erroneamente si fanno risalire le origini della festa della donna all’incendio della fabbrica di moda Triangle a New York nel 1911, che uccise 146 operai di cui 123 donne. Si tratta di uno degli eventi più ricordati ma senz’altro non determinante per la proclamazione e il riconoscimento da parte dell’ONU della Giornata Internazionale della donna, celebrata l’8 marzo di ogni anno, in Italia per la prima volta nel 1922 per iniziativa del Partito Comunista. Perché proprio l’8 marzo? La storia ci racconta che l’8 marzo 1917, a tre anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, nella capitale russa di San Pietroburgo le donne si riunirono per rivendicare la fine del conflitto: fu l’inizio della famosa Rivoluzione russa volta a rovesciare lo zarismo. Infine, perché la mimosa? Tipico fiore celebrativo della donna, venne scelto in Italia per la prima volta su iniziativa di tre donne: Rita Montagnana, Teresa Noce e Teresa Mattei. Fu quest’ultima a raccontare che la mimosa non solo era pianta di stagione e poco costosa, ma era anche il fiore che i partigiani erano soliti regalare alle staffette: “Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente”.
“L’Italia di oggi, nella stessa pubblica amministrazione, nei ruoli dirigenti, presenta un’immagine decisamente diversa da quella di pochi decenni or sono. Ma persistono lacune, svantaggiando le donne e svantaggiando il Paese”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiudendo al Quirinale la cerimonia della Giornata internazionale della donna. Secondo il Capo dello Stato “le donne sono piu’ consapevoli. Piu’ presenti e responsabili nella politica, nella cultura, nell’impresa, nella scuola, in tutti gli altri luoghi di lavoro. Non ancora quanto dovrebbero e quanto sarebbe utile”. Mattarella ha sottolineato, al riguardo, “il divario del quasi 20% tra occupazione maschile e femminile”, indicandolo come “punto critico del sistema” da ridurre compiendo “ogni sforzo”.