8 Marzo, le tre donne italiane indimenticabili

In onore della Giornata Internazionale delle donne, vediamo chi sono tre tra le più grandi donne italiane nell’ambito della letteratura, della scienza e dello spettacolo.
Per il primo ambito, quello letterario, non può che essere ricordata la scrittrice sarda Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926 «per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano». Di scuola verista, fu considerata “degna scolara di Giovanni Verga”: a sua detta verismo significava “ritrarre la vita e gli uomini come sono, o meglio come li conosco io.” Morì a causa di un tumore al seno, nel 1936, a dieci anni dalla vittoria del fatidico premio.
Il Premio Nobel per la medicina spettò nel 1986 a Rita Levi Montalcini, nominata senatrice a vita da Ciampi e scomparsa nel 2012 a 103 anni. Ebrea nata nel 1909, la Montalcini a seguito delle leggi raziali del 1938 fu costretta ad emigrare in Belgio assieme alla sua famiglia e fu proprio all’Università di Bruxelles che continuò i suoi studi in neurologia. Col suo allievo Stanley Cohen, anch’egli insignito del Nobel assieme alla Montalcini, studiò attentamente una proteina del sistema nervoso periferico e centrale chiamata Nerve Growth Factor, significativa per l’analisi di malattie quali cancro, Parkinson e Alzheimer. Come donna, rinunciò ad una famiglia, per poter dedicarsi anima e corpo alla scienza; si definì una donna libera: “Da bambine mio padre ripeteva a mia sorella e a me che dovevamo essere libere pensatrici. E noi siamo diventate libere pensatrici prima ancora di sapere cosa volesse dire pensare”.
E’ l’attrice più premiata al mondo secondo il Guinness dei Primati: parliamo di Sophia Loren, che con La ciociara di Vittorio De Sica, vinse il Premio Oscar. Il Premio Oscar alla carriera le venne consegnato da Gregory Peck nel 1991 con la seguente motivazione da parte dell’Accademia: “Per una carriera ricca di film memorabili che hanno dato maggiore lustro alla nostra forma d’arte.” Considerata una delle donne più belle del cinema di tutti i tempi, nel 2006 durante le Olimpiadi invernali di Torino, assieme ad altre donne fu per la prima volta nella storia, portatrice della bandiera olimpica.