Castellammare. M5S tenta l’assalto a Palazzo Farnese: “Ci apriremo anche agli esterni”

Castellammare di Stabia. Non si placa il trambusto legato alle elezioni politiche 2018. Tra gioia e dolore, passando per rabbia, voglia di vendetta e godimento puro. I più felici sono sicuramente gli addetti ai lavori del Movimento 5 Stelle. Solo loro i veri vincitori della battaglia politica dove tutti hanno lottato contro tutti, dove Renzi alla fine è finito per crollare e fare il botto. A Castellammare di Stabia è Catello Vitiello l’eroe, il condottiero. Coluri che è riuscito da solo, a dispetto dell’espulsione voluta dai vertici del Movimento alla vigilia dell’appuntamento elettorale, a svaligiare la roccaforte rossa. La Stalingrado d’Italia ha scelto il suo rappresentante e la sua vittoria assoluta ha garantito il posto ad un’altra stabiese Carmen Di Lauro e ad una d’adozione, Teresa Manzo figlia di Filippo l’Assessore della giunta di centrosinistra di Lettere. Un risultato che fa riflettere anche gli stessi vincitori chiamati ora a tentare quanto meno di ricucire lo strappo con Vitiello. Ma è proprio il neo deputato ad aprire la mano tesa e tenerla tesa verso i vertici 5 stelle: “Tenterò di ricucire lo strappo – commenta Vitiello – credo ancora nei valori del Movimento, se così non dovesse essere e continueranno nella linea dura sarà costretto ad aderire al gruppo misto. Ma le mie scelte saranno solo per l’interesse del territorio, non parteciperò a gruppi di potere”. Come lui tanti altri “espulsi” sono riusciti a strappare il pass per la Camera e il Senato della Repubblica, tanto da far tentennare l’enturage di Di Maio. Il “Re del Mezzoggiorno”, infatti, starebbe rivalutando la sua posizione verso gli espulsi.
Il tutto pur di garantire un futuro governo a 5 stelle. Stella linea che adotteranno a Castellammare i vertici locali ma con alcune precauzioni pur di non fallire l’assalto a Palazzo Farnese. Il meet-up ufficializzerà le regole per candidarsi alle prossime amministrative tra cui la volontà della lista aperta agli esterni solo se non hanno scritto post contro il movimento su Facebook. Ma le polemiche non mancano, come quelle seguite alla scelta del candidato sindaco imposto dal consigliere regionale pentastellato Luigi Cirillo. Tanto che il candidato uscito sconfitto dalla graticola, Alberto Cataldo, ha deciso non solo di non candidarsi come consigliere comunale ma addirittura di abbandonare il Movimento. E le polemiche sembrano non finire: tanta è la paura degli storici appartenenti al movimento che temono ora, vista l’onda vittoriosa, di perdere la propria candidatura e quindi scalata a Palazzo Farnese, vista l’apertura agli esterni al movimento. “Così si perde di credibilità”, commentano dal meet-up stabiese. Ma pur di vincere e prendersi la guida della città, i vertici del Movimento sarebbero disposti ad aprire a chiunque così come annunciato da Di Maio. Il tutto nel buon nome della governabilità. A volte il potere fa brutti scherzi.