Castellammare. Pannullo ci riprova, ma anche i ”suoi” lo abbandonano

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Pannullo. Ph. CiessePress - Ciro Serrapica

Castellammare di Stabia. La Paura fa 90. In questi casi la paura fa abbandono, è quello che pare abbia subito nelle ultime ore l’ex sindaco sfiduciato Antonio Pannullo. Sfiducia bis che, secondo le ultime indiscrezioni, arriverebbe dritta dritta ad opera dell’ex capogruppo in consiglio comunale del PD, nonché sodale compagno, Francesco Iovino. Tanta la paura di restare isolati per i casilliani dopo il dictat del segretario cittadino dei democratici Nicola Corrado. Paura acuita anche dal terremoto politico seguito alle elezioni politiche che hanno spazzato via tutto l’establishment. La fuga in avanti di Pannullo è stata fortemente criticata da tutte le anime del partito che proprio non hanno mandato giù la volontà tutta personale dell’ex primo cittadino di ripresentarsi candidato sindaco alle prossime amministrative senza neanche parlarne col direttivo del PD. Condanna durissima condita anche da un’altra accusa. L’ex primo cittadino infatti sarebbe accusato di non aver contribuito alle casse del partito per la riapertura della sede di corso Vittorio Emanuele. Il contrario di quanto fatto da tanti altri che pur di rivedere aperta la storica sede di partito accorsero, lo scorso dicembre in occasione del brindisi di fine anno, pur dare il proprio contributo fattivo. E ora Pannullo resta solo, abbandonato anche da chi fino ad oggi ha dettato la linea politica del partito a Castellammare: dalla decisione di sfiduciare l’amministrazione Cuomo alla scelte tutte personalistiche che hanno determinato la fine traumatica e la caduta dell’amministrazione Pannullo. Passando per le alleanze decise all’ultimo giorno così come le candidature nelle scorse elezioni comunali. Una serie di scelte, tra cui molte in ambito amministrativo per altro criticate dagli ex alleati che poi hanno portato alla sfiducia dal notaio, che portano il nome e il cognome di Francesco Iovino, del gruppo dei casilliani. Scelte che oggi sono fortemente criticate vista la caduta verticale del partito a Castellammare. Ora non resta che attendere le prossime scelte dei diretti protagonisti. Ma quel che è certo è che i cittadini ormai sono saturi e che il responso delle ultime consultazioni elettorali ha dato un risultato chiaro e netto: sfiducia totale in chi fino a oggi ha dettato scelte chiuso in una stanza.