Fiorentina – Benevento: decide Vitor Hugo, come un particolare segno del destino

Premessa: al di là dello spettacolo in campo, l’emozione che ha preceduto la gara, ricordando il capitano Astori, con i viola in campo con la casacca numero tredici, i giallorossi con una maglia commemorativa e la coreografia dei tifosi nei confronti dell’ex difensore centrale al 13′, non ha eguali. È la partita di Davide Astori, il rettangolo verde è secondario. Iniziata la gara, dopo qualche minuto di studio di entrambe le compagini, la Fiorentina fa intravedere qualche assaggio della sua qualità, facendosi trovare spesso in area avversaria. Dopo il minuto tredici, scoccato esattamente alla ripresa della pioggia, dove i 22 in campo hanno messo fuori palla per omaggiare Astori, Simeone, lanciato da un’ottima palla Saponara, si trova a tu per tu col portiere, ma sciupa un’azione nitida. Una situazione simile si verifica qualche minuto dopo: è ancora il centravanti viola di destro a sprecare dinnanzi all’estremo difensore, mandando palla a lato. Il meritato vantaggio per i padroni di casa è rimandato solo di qualche minuto, al 26′ (il doppio di 13). Vitor Hugo segna il gol che rompe l’emozione, un gol di testa di grandissima fattura. Il numero 31, come se il destino avesse voluto che a segnare fosse proprio quel numero. Un tredici capovolto. Proprio il difensore brasiliano che trova una maglia da titolare al posto del compianto Davide. Il salto per raggiungere quel pallone è stato così alto che ha sfiorato le nuvole. Come per salutare per l’ultimissima volta il suo capitano. Trovatosi in svantaggio, il Benevento alza il baricentro e prende fiducia, creando qualche palla gol interessante che rischia di mettere in parità la gara, ma all’intervallo è ancora vantaggio viola. Nella ripresa, De Zerbi deve rinunciare a Brignola per guai muscolari e getta nella mischia De Pinto. I Sanniti approcciano la seconda frazione a trazione anteriore, mentre la Fiorentina si affida al contropiede per mettere in cassaforte il risultato. Dall’ora di gioco la condizione atletica della Viola mostra carenze, frutto anche delle risicate sessioni d’allenamento svolte in una settimana tremendamente triste e difficile e i Sanniti prendono campo, mettendo alle corde gli avversari, che concentrano le scarse energie in fase difensiva. L’occasione per rimettere in equilibrio il match arriva quasi al termine, quando la sua frustata di testa colpisce il palo. In pieno recupero, a pareggiare il numero dei legni ci pensa Badelj con un pericoloso tiro dalla distanza. È l’ultima occasione della gara, la quale consente alla Fiorentina e ai calciatori, usciti stremati, di onorare la memoria di Astori con un successo.
FIORENTINA (4-3-1-2): Sportiello, Milenkovic (58’ Laurini), Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi, Benassi, Badelj, Veretout, Saponara (56’ Gil Dias), Simeone (84’ Falcinelli), Chiesa. A disposizione: Dragowski, Bruno Gaspar, Olivera, Dabo, Cristoforo, Zekhnini, Lo Faso, Eysseric, Thereau. All. Pioli
BENEVENTO (4-2-3-1): Puggioni, Sagna, Djimsiti, Tosca, Venuti, Djuricic (80’ Parigini), Cataldi, Lombardi (73’ Diabate), Guilherme, Brignola (46’ Del Pinto), Coda. A disposizione: Brignoli, Letizia, Costa, Gyamfi, Memushaj, Billong, Iemmello. All. De Zerbi
MARCATORI: 26’ Vitor Hugo (F)
ARBITRO: Pasqua Fabrizio (Sez. di Tivoli)
AMMONITI: 49’ Guilherme (B), 53’ Badelj (F), 62’ Pezzella (F), 72’ Lombardi (B), 78’ Del Pinto (B)
ESPULSI: