Hitler contro Picasso e gli altri: il rapporto della Germania nazista con l’arte


“L’arte era più di un’ossessione per i tedeschi: era un’arma”. Così parla uno degli storici dell’arte che tra tanti ha contribuito alla realizzazione di “Hitler contro Picasso e gli altri”, prodotto cinematografico nelle sale italiane il 13 e il 14 marzo. Sono tante le testimonianze, mediate dalla voce di Toni Servillo, che hanno permesso di ricostruire l’iter del patrimonio artistico depredato dal Fuhrer e dai suoi più fedeli collaboratori, autorevoli mercanti d’arte che lavorarono direttamente per lui sino al 1945, selezionando le opere d’arte più prestigiose per poterle, nella maggior parte dei casi, tenere per sé e dar vita a mostre private o pubbliche. La più ricordata è quella allestita per volere di Hitler il 19 luglio 1937 a Monaco di Baviera. Due mostre in una, l’una contrapposta all’altra: la prima volta a celebrare l’arte perfetta, lineare, classica, che potesse esaltare la purezza della razza ariana, l’altra dedicata a quella che fu definita “arte degenerata”, condannata dal regime nazista, in particolar modo l’arte moderna di Picasso e degli avanguardisti, che a loro detta non rappresentavano altro che caos. Alla fine della seconda guerra mondiale, con la vittoria degli alleati, prima di spararsi un colpo alla tempia destra, Hitler si preoccupò di nascondere per bene quelle che erano diventate le sue opere d’arte: non solo tele del Da Vinci, Matisse, Renoir, Tiziano e molti altri ma anche statue, monete, denti d’oro dei deportati. Nascose centinaia di dipinti nelle saline di tutta Europa, luoghi poco accessibili dove le tele furono esposte all’umidità. Tra le 600.000 opere trafugate e che circolarono tra i paesi alleati, 100.000 sono ancora da ritrovare: grazie agli archivi conservati, molte sono state rinvenute grazie alle rivendicazioni di famiglie che ne erano state private. Furono migliaia gli ebrei e non solo a sacrificare la propria vita, rifiutando di scendere a patti col regime, pur di non perdere tali ricchezze. In un’intervista del 1945 fu Pablo Picasso ad affermare: “La pittura non è stata inventata per decorare gli appartamenti, è un’arma di offesa e difesa dal nemico.”

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