Nazionale, prima conferenza da CT della prima squadra per Di Biagio: “Non penso al futuro ma l’obiettivo è di restare su questa panchina”

La prima conferenza stampa da CT della Nazionale Maggiore Italiana per Luigi di Biagio in vista della doppia sfida con Inghilterra e Argentina: su Chiellini. “L’infortunio di Giorgio è un problema, ma potrei parlare di Caldara o Romagnoli. Purtroppo Davide… abbiamo perso quattro difensori centrali. Sulle amichevoli ci saranno varie iniziative che stiamo mettendo a punto”.
Sull’età. “In Italia un 24enne è giovane, all’estero a 18 già incominciano a non esserlo. I 92-94… ma anche i 95, non sono più giovani”.
Sulla gerarchia dei portieri. “Penso che Gigi giocherà, però questo lo valuterò nei prossimi giorni. Poi abbiamo altri due pronti a rubargli il posto quando invecchierà un pochino. Donnarumma è un grandissimo portiere, per un errore è diventato scarso. Perin l’ho avuto nell’under20… qui abbiamo un monumento come Buffon”.
Sul centrocampo. “Per me Jorginho e Verratti possono giocare insieme. Gagliardini può fare sia l’interno che il vertice basso, dipende chi siano gli altri due”.
Sul giocare bene a calcio. “Il concetto di bel gioco è quello di offendere l’avversario, che sia l’Argentina o l’Inghilterra. Cercherò di trasmetterlo, avrò le mie responsabilità. Bisogna avere il coraggio di andare nella metà campo altrui”.
Sulla posizione di Verratti. “Può giocare sia vertice basso che da interno, giocando a tre. Sull’utilizzo dipende molto da chi sono gli altri centrocampisti, non so rispondere oggi. Le valutazioni sono dipendenti dai compagni di squadra. Cutrone ha una voglia incredibile, è il suo punto di forza, la fame di fare gol e giocare con la squadra. È un po’ simile a Belotti”.
Su Chiesa e sulle prestazioni in Europa. “Il dato è significativo, avere tre squadre nei quarti delle coppe. Siamo tutti molto contenti. Chiesa è pronto per stare qui in maniera definitiva, poi ci sarà il tempo, le prossime gare… sarà lui a dirlo, con quello che proporrà in gara”.
Sui comportamenti di Balotelli. “Non c’entra niente, Mario non ha fatto nulla, le mie valutazioni sono a 360° per quel che concerne il discorso campo e prestazioni. Allargamento della lista? Io non devo portare un giovane in più per farmi dire bravo da voi, e poi non devo creare problemi all’Under21, quelli che sono qui – vecchi e meno vecchi – è perché mi servono nel contesto delle due gare”.
Sul campionato. “Non penso che i club si possano basare su ciò che dico io, poi sembra sempre che ci stiamo lamentando del poco minutaggio. Tanti di questi giocatori sono cresciuti fisicamente e mentalmente. Noi abbiamo ritrovato buonissimi giocatori, come Candreva o Gagliardini, Insigne è una certezza, Belotti si sta riprendendo. Abbiamo perso tanti difensori centrali ma troveremo altre situazioni”.
Sulla convocazione di Cutrone. “Mi hanno spinto le prestazioni, il suo entusiasmo, è con noi dall’Under15, sa perfettamente cosa vogliamo a Coverciano. Poi ci sono i gol che non guastano mai”.
Su Verratti che lo ha elogiato. “Può darsi che abbia seguito l’under20 e abbia visto che, in quel contesto, si potrebbe trovare bene. Per me Marco potrebbe diventare veramente un giocatore molto importante. Per me può fare di più, anche se è giudicato in maniera molto severa e ci aspettiamo tutti un salto di qualità. È uno dei pochi che gioca in Champions League, da anni, a buoni livelli”.
Sui giovani. “Può darsi ci sia dispersione, ma vedo un gruppo coeso, sono cresciuti insieme. Voi vedete il prodotto finale, quando non arrivano i risultati si parla di tante cose che onestamente non condivido”.
Sulla rinascita prossima. “Rispetto ai nostri tempi siamo arrivati a una finale di campionato europeo, nel 2006 l’hanno vinto… non siamo ai livelli delle più forti al mondo, ma nemmeno tra le peggiori. Si può ricreare una squadra”.
Su Astori e le emozioni. “Manca qualcosa, comunque. Mi dispiace doverne riparlare, io non l’ho vissuto come loro, però l’ho conosciuto abbastanza bene con Prandelli, Conte e Ventura, mi è bastato per capire chi fosse. C’è qualcosa di strano, ma dobbiamo normalizzare perché altrimenti diventa tutto devastante. Bisogna riportare tutto a qualche mese fa, non è semplice”.
Sulla gestione del gruppo. “Sono calciatori che ho visto crescere, dobbiamo ripartire in maniera immediata, con la convinzione giusta. Non si può cambiare il passato. Balotelli? Non ci sarà mai una chiusura, ne possiamo parlare per due ore, continuerò a seguire il mio pensiero. Oggi ho fatto questa scelta”.
Sul futuro. “Certo che mi sto giocando qualcosa, ma non è la priorità. Ora abbiamo altri tipi di problemi, in cuor mio dovrò mettere in difficoltà”.
Su Buffon e le rottamazioni. “Lui è qui anche per aggregare, forse. È qui per giocare, dare un qualcosa in più, un valore aggiunto dentro e fuori dal campo. Giocherà una o due partite, non so, valuterò nel corso dei giorni. Devo fare rispetto a quel che vedo”.
Su Balotelli. “Anche l’ultima volta ho spiegato, in maniera molto chiara, che i numeri sono molto chiari per gli attaccanti, parlando dei gol. Ma devono essere condite in certe prestazioni, io ho guardato, valutato e deciso. Ho pensato che per il mio bene e per la mia squadra siano le scelte migliori”.
Sull’importanza del risultato. “Sarà fondamentale perché a nessuno piace perdere, però dev’essere una conseguenza di come giocheremo. Vogliamo imporre il nostro gioco”.