Una compagine di Serie D getta la spugna

I vertici dirigenziali del Gela Calcio, attraverso un lungo comunicato, hanno reso noto il momento nero che sta vivendo il movimento sportivo calcistico gelese. La famiglia Mendola realmente non vuole più saperne.
Di seguito, il comunicato ufficiale rilasciato dal club:

“Nonostante i propositi di gettare le basi per un futuro del Gela Calcio e dello sport nella nostra città, purtroppo questa dirigenza ha dovuto fare i conti con la realtà non pronta a scommettere su un progetto ambizioso in grado da potere essere, in un territorio depresso, volano dell’economia locale. I risultati sono stati assolutamente deludenti per questa società appena 100 abbonamenti, fronte di una popolazione di 70.000 abitanti e circa 5.000 tifosi che seguono la squadra locale. In questo la totale assenza della politica locale, nessun Consigliere e/o Assessore ha sottoscritto un solo abbonamento, mostrando, la guida politica di una intera comunità, di credere in un progetto, e soprattutto in un valore, lo sport. Successivamente le speranze si infrangono contro un tessuto economico refrattario al sostegno di iniziative che riguardano la città. Sono state contattate, sia direttamente che attraverso i canali formali, oltre 100 aziende sia del diretto che dell’indotto, ma anche altre realtà locali che potevano dare un importante contributo a questo progetto, ma la risposta non è stata negativa, non si è proprio avuta. Abbiamo anche cercato di coinvolgere i commercianti della città, ma anche su questo fronte nessuna risposta.La città non appare più credibile per qualunque investitore volesse avvicinarsi a questo progetto.Da tempo questa società lamenta che una gestione attiva dello stadioavrebbe permesso a molti altri sponsor di avvicinarsi e sostenere il nostro progetto. Di questa gestione, nonostante i proclami, ad oggi non se ne sa nulla. Di contro, lo stadio oggi è inagibile e i nostri sponsor non erogano le tranche di sponsorizzazione legati agli eventi., Anzi alcuni,e sottolineiamo giustamente, lamentano pure i danni subiti a causa della mancata programmazione di eventi durante le partite casalinghe. Al danno la beffa di subire pure delle cause di risarcimento danni.Nella buona tradizione, i malanni non vengono mai da soli. Questa dirigenza in questi mesi ha fronteggiato anche i problemi della stagione precedente, cercando di incassare le sponsorizzazioni della vecchia gestione per potere fronteggiare le richieste dei giocatori per la passata stagione. Questa società oggi non ha ricevuto quanto stabilito, promesso e pattuito dallo sponsor. Al di là della semplice storia, che ormai è sotto gli occhi di tutti quale situazione si prospetta alla dirigenza? Uno stadio chiuso e una Amministrazione che aveva preso degli impegni che oggi non riesce mantenere. Anzi la società ad oggi non ha avuto alcuna comunicazione in ordine alla ripresa e/o all’utilizzo. La società non ha notizie circa le prescrizioni della Lega per ciò che riguarda il Campo di gioco, a maggior ragione aumentano le preoccupazioni a seguito delle dimissioni dell’Assessore Melfa che si era impegnato pubblicamente a fare fronte a queste richieste. A queste incertezze si accompagnano le casse vuote della società, non certo perché la famiglia Mendola non può provvedere, ma per le condizioni in cui oggi si è venuta a trovare nei confronti degli sponsor che non intendono più erogare somme a fronte di mancati servizi.A questo si aggiungono i maggiori oneri per le trasferte legate alle partite casalinghe, che si dovranno disputare in quel di Licata.Da ultimo i punti di penalizzazione che verranno inferti alla società per il mancato pagamento degli stipendi della vecchia stagione calcistica, che pregiudicherà ogni velleità o speranza a chi ha finora creduto nel progetto.È chiaro che questa situazione non permette di programmare la nuova stagione. E chiaro che in queste condizioni non la famiglia Mendola, ma nessuno può fare sport, perché non sono state garantite le condizioni minime, e rispetto a questa situazione, denunciata ad inizio campionato, questa dirigenza, con grande dignità, palesando alla città e ai tifosi le ragioni, getta la spugna, mettendo la squadra nelle mani della città, avendo esaurito tutte le forze, perché siamo dei sognatori ma oggi questa situazione ha spento ogni speranza.Il nostro ringraziamento va a tutti quelli che hanno creduto in questo progetto fino alla fine, e soprattutto ai giocatori, e allo staff tecnico, vittime inevitabili di logiche che anche noi stentiamo a capire.Con questo messaggio ci congediamo”.