Inter, l’ad Antonello: “Certe cose non cambiano mai. Allegri-Tagliavento figuraccia che hanno visto tutti”

Dopo le polemiche infuocate nel post gara di Inter-Juventus, la società nerazzurra è tornata a parlare ai microfoni, e lo ha fatto con l’ad Alessandro Antonello. L’Inter aveva vietato ai suoi tesserati, nell’immediato post gara della partita di sabato, di rilasciare dichiarazioni ai microfoni. La società ha preferito riguardare tutti gli episodi incriminati prima di esporsi pubblicamente. Antonello, ad nerazzurro, lo ha fatto stamattina ai microfoni di InterTv.

“Siamo orgogliosi della prestazione dei nostri ragazzi, che hanno messo in campo anima e passione. Devo dire che il nostro pubblico è stato eccezionale in quanto ci abbia sostenuto dall’inizio fino alla fine”.

Avete smaltito la rabbia?
“Assolutamente no. Il Mister in conferenza stampa aveva chiesto alla squadra di essere feroce in campo, i ragazzi lo sono stati. Ma sono successe cose inspiegabili ed inaccettabili da parte nostra, quindi non siamo arrabbiati: siamo arrabbiatissimi. Meritiamo rispetto, il club così come i tifosi”.

Obiettivi ridimensionati?
“I ragazzi hanno dimostrato sul campo ciò che sanno fare. Sono dei grandi professionisti. L’obiettivo rimane immutato, vogliamo centrarlo e proveremo a dimostrarlo contro l’Udinese”.

Sulla presunta lontananza di Suning.
“Siamo sempre stati vicini alla squadra per tutta la stagione. Forse qualcuno vuole far passare un messaggio diverso, ma noi tutti siamo concentrati verso un unico obiettivo che è la Champions League”.

Quale messaggio vuole lanciare alla squadra?
“Abbiamo perso una battaglia, probabilmente non solo per colpa nostra, ma vogliamo vincere la nostra guerra sportiva. Per noi e per i nostri tifosi”.

Ha visto il video di Allegri e Tagliavento che circola sul web e che sta facendo infuriare tifosi e non? Pjanic addirittura ha parlato dell’arbitro che avrebbe usato “compensazione” nei suoi cartellini gialli. Non le sembra tutto esagerato?
“Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti, è stato visto da 80 mila persone allo stadio, da 170 paesi collegati e 700 milioni di persone. Sicuramente non è stato uno spot positivo per il calcio italiano. Anzi, forse è stata una eurofiguraccia”.

Poi, la considerazione finale:
“Abbiamo deciso di parlare solo oggi perché pensiamo che rilasciare dichiarazioni subito dopo la partita possano causare emozioni a caldo. Ci chiediamo come mai all’interno della stessa gara siano stati usati due pesi e due misure completamente diversi. Nel mondo del calcio tante cose stanno cambiando. Purtroppo, però, sembra che alcune rimangano sempre le stesse. Noi, comunque, siamo orgogliosi della nostra storia”.