Inter, Spalletti: “Noi più arrabbiati della Juve. Bisogna vincerla a metà campo”

Conferenza alla vigilia di Inter-Juventus per Luciano Spalletti, che ai microfoni ha spiegato quanto la sua squadra sia migliorata nel tempo e come abbia imparato a sopperire ad alcune mancanze palesatesi con il tempo. Il tecnico di Certaldo ha responsabilizzato i suoi in vista del Derby d’Italia, conscio del fatto che una vittoria sarebbe molto importante ai fini del campionato interista. Niente paura e consapevolezza dei propri mezzi: questo il mantra del tecnico nerazzurro.

Cosa le dà fiducia in vista della partita di domani? – “La crescita della mia squadra. So che sarà una gara durissima ma abbiamo imparato a dialogare con i nostri difetti. Possiamo giocarci al meglio questo importante obiettivo che è andare in Champions League”.

 Che ne pensa della designazione arbitrale (Orsato)? – “I nostri arbitri sono preparati. Hanno dimostrato di studiare soluzioni nuove. La Juve ultimamente ci ha battuti quasi sempre, per cui le altre statistiche contano fino a un certo punto. Tutto in passato è dipeso dalla loro qualità”.

Il fatto di potersi giocare un posto in Champions all’ultimo turno con la Lazio mette particolare pressione? –“Abbiamo in mano la possibilità di giocarci l’accesso in Europa. Non è un peso. Sappiamo che in ballo c’è qualcosa di grandioso: tornare in Champions per l’amore verso il club, i calciatori e non ultimo i tifosi. Vogliamo rimettere le cose a posto per la storia del club”.

Salah è diventato uno dei migliori al mondo: se lo aspettava? – “Il suo talento l’ho toccato con mano e lo conosco bene. So quanta qualità può esibire in una partita di calcio. Ci ha messo tanto Klopp. Quante volte gli dicevo di accentrarsi, ma a lui però piaceva molto giocare esterno. Direi che si è reso conto di quale deve essere la sua posizione di partenza e così ne può trarre beneficio. Ha ancora margine, ama il suo lavoro e i compagni di squadra. Vuole sempre mettere in campo tutto se stesso”.

Domani si aspetta di vedere tutto quanto ha imparato la squadra da giugno scorso? – “Mi aspetto una prova importante. Chi pensa di nascondersi viene subito stanato. È una di quelle gare che meritano responsabilità e giocate che fanno la differenza. Prima e dopo la giocata illuminante si devono vincere i contrasti, perché solo quella non basta. E in più non dimentichiamoci che affrontiamo la Juve”.

Ci sono le condizioni per fare una gara come quella del Napoli a Torino? – “Ci abbiamo provato diverse volte. È più facile vincere se resti per un alto minutaggio vicino alla porta avversaria. Allo stesso tempo vanno letti i momenti quando c’è da fare la fuga. Loro hanno calciatori che sanno ribaltare l’azione facilmente, in grado di reagire anche se sotto attacco. Per essere corretto non ho visto Juventus-Napoli per intero, ma di sicuro i bianconeri sanno adattarsi sempre all’avversario, qualsiasi fosse il risultato. Allegri bravissimo a rimettere al centro del gioco la condizione tecnica e la qualità individuale del calciatore. Ragiona meno come collettivo, non condiziona il calciatore al modello tattico, ma sa mettere insieme le individualità costruendo una squadra con una conoscenza totale. E’ il più bravo di tutti nel leggere le partite”.

Nella gara d’andata l’Inter confermò il primato: rimpiange quella corsa verso la vetta? – “Se si fanno questi risultati… nessuno ci aveva regalato nulla. In determinate partite qualche rimpianto c’è, ma è anche vero che qualche altra l’abbiamo vinta laddove in tanti avevano da ridire. Ora siamo cresciuti, più solidi perché abbiamo risolto dei problemi. Abbiamo comunque lasciato per strada punti che adesso avrebbero cambiato la classifica”.

Contro le prime non avete mai perso: a che punto è l’Inter? – “Si va ad allungare sempre l’elastico. Fino a che si può tirare… si tira. La possibilità di poter fare di più sotto l’aspetto dei gol fatti c’era e c’è ancora, anche se è migliorata. Ultimamente abbiamo fatto più gol con altri calciatori e vinto più gare in trasferta. E’ un bel andare avanti. Non c’è tensione nel guardare in prospettiva le cose. Piuttosto vado sempre a vedere le condizioni migliori che possiamo sfruttare per fare bene. Entrambe domani proveranno a vincere”.

Cosa è cambiato per la Juventus l’aver perso in casa contro il Napoli? – “Nulla per come parla Allegri dentro lo spogliatoio. Anche se avesse pareggiato la Juve sarebbe venuta lo stesso per vincere. Noi non vinciamo da sette anni pensate un po’ quanto saremo arrabbiati…”

Sarà una sfida di nervi? –“A me interessano i tre punti che ci regalerebbe la vittoria. Non guardo a ciò che potrebbero perdere loro”.

L’Inter ha fatto nettamente rispetto alla scorsa stagione, eppure in caso di mancata Champions qualcuno le punterebbe il dito contro… – “Il lavoro in fondo rimarrà. Resteranno il viaggio e i viaggiatori. Può darsi sarà stata una bella storia anche senza aver raggiunto un risultato importante. Io sono venuto qui per provare a fare le cose per bene. Non mi sento bravo quando vinco, nè scarso quando perdo. Magari un giorno tornerò ad allenare i bambini, ma sono sicuro che ovunque mi sarò trovato bene, oltre che allenato al massimo delle mie possibilità”.

La Juve vince da sei anni ma i loro tifosi contestano… – “E’ un’esasperazione tutta italiana. Il nostro calcio è un patrimonio che va difeso e valorizzato da chi lo vive bene. Anche voi giornalisti avete la possibilità di indicare la strada da prendere. All’estero ci guardano con attenzione: pensano che se hai fatto bene lì puoi fare altrettanto da tutte le parti. Io sono d’accordo. Gli italiani fuori dai confini nazionali vengono rispettati. Per questo non possiamo e dobbiamo smettere di migliorare. E’ bello vedere i bambini camminare con colori diversi addosso”.

Si sfidano le due migliori difese: conterà di più rispetto all’attacco? –“Conterà tutto. Le squadre hanno le armi per scardinare la difesa avversaria. Chiaro che il reparto difensivo non dovrà dare possibilità all’avversario di ragionare e di buttare in area palloni facili. Va bloccata la manovra facile, perché sarebbe un carico troppo pesante da sopportare per la retroguardia. Quello del centrocampista sarà un bel ruolo. Infatti io lo ero…”

Anche per l’Inter domani vincere sarà l’unica cosa che conta? – “Non giudico chi ha inventato certi detti”.

I tifosi hanno già vinto il proprio scudetto: per capire se quest’anno è stato fatto un buon lavoro, a cosa si dovrà guardare? – “I nostri tifosi non so se hanno vinto lo scudetto ma di sicuro viaggiano a punteggio pieno. Spesso sono venuti a sostenerci, senza mai contestare nulla. Casomai hanno sempre provato a farci vedere il loro punto di vista. Non so cosa si aspetteranno. Juve e Napoli da diversi anni lavorano con lo stesso tecnico. Sarri ad esempio ha generato un modello chiacchierato in tutto il mondo. Non si può arrivare in fondo senza aver la percezione di aver costruito qualcosa. E secondo non è il nostro caso. Bisogna parlarsi con chiarezza. Ovvio che l’Inter deve puntare sempre a vincere lo scudetto, ma ci sono tante cose da sistemare prima di poter puntare realmente al titolo”.

La Juve subisce molto da palla inattiva e l’Inter ne segna tanti così: può essere un fattore? – “A noi qualche gol da calcio piazzato manca. Loro hanno specialisti puri. Le potenzialità non ci mancano per fare gol in questo modo, ma sicuramente si può migliorare. Staremo attenti alla Juventus che può contare su elementi fisicamente imponenti”.