Angelo D’Angelo: ”Questa squadra è mia, io e Castaldo ci giocavamo la famiglia e ci siamo fatti in quattro per salvare l’Avellino”


La vittoria di Terni regala all’Avellino la salvezza del campionato di Serie B all’ultima giornata. Al termine del match, questo è il commento del capitano biancoverde Angelo D’Angelo:
”E’ inutile nascondere la sofferenza di questo anno. Solo i veri uomini possono rialzarsi dopo aver toccato il fondo. Noi ci siamo riusciti. Abbiamo cercato di mettere la maglia addosso a questa squadra, complimenti ai ragazzi, al mister, ai direttori, a tutto lo staff. A tutti. Per questi motivi è tutto più bello adesso. Questa squadra è mia, qualche volta sembravo il secondo allenatore. Ai ragazzi ho detto che loro si giocavano la dignità; io e Gigi (Castaldo ndr) la vita. Per noi due la maglia dell’Avellino è tutto, l’Avellino é la mia squadra. Mi sono preso gli schiaffi e ora mi prendo i meriti, nell’ultimo mese siamo stati davvero bravi, io e Gigi ci giocavamo la famiglia e ci siamo fatti in quattro per salvare l’Avellino. E’ stata dura, ma ora gioiamo. La salvezza la dedico a tutta l’Irpinia, i tifosi ci hanno seguito dappertutto, ci hanno trascinato in Paradiso. Io non gioco per soldi ma perché la mia famiglia è felice solo se gioco nell’Avellino.
Se è stato il campionato più difficile? Sì, perchè nell’ultimo mese e mezzo non riuscivo a camminare e ho avuto un po’ di paura. Mi sento un irpino, sarei morto in campo ma la salvezza la portavo ad Avellino come porterò la Serie A qui, da giocatore, direttore o allenatore, non lo so. Per l’Avellino morirei in campo”.