La Roma e i miracoli, dopo il Barcellona c’è da ribaltare il Liverpool: impossible is nothing

E’ il giorno di Roma-Liverpool. Prima di parlare della sfida tra le due compagini, è giusto però fare una premessa: l’ordine pubblico. La paura di una vendetta dei tifosi inglesi dopo i fattacci di Liverpool è tanta e quindi prima di sperare in una grande prestazione della Roma in campo, bisognerà pregare che nulla accada all’esterno dello stadio. E prima di Dzeko o Naingollan, il gol più importante lo dovranno mettere a segno le forze dell’ordine che circonderanno lo stadio e dintorni.
La partita di andata, all’Anfield Road, non è finita benissimo: 5-2 per i Reds con protagonista assoluto proprio l’ex di turno Momo Salah, autore di una doppietta e di un doppio assist. La parola chiave utilizzata questi giorni a Roma è sicuramente “miracolo”. Si perché per ribaltare il risultato di Liverpool ci vorrà un vero e proprio aiuto divino. Ricordiamo che una rimonta è già avvenuta poche settimane fa, quando i giallorossi di Di Francesco ribaltarono il 4-1 a favore del Barcellona con un netto 3-0 davanti ai proprio tifosi. E proprio a questo che si aggrappano i sostenitori romanisti, al fattore “Olimpico” e al giochino del miracolo.
Per quanto riguarda i discorsi tattici, per Di Francesco il compito dovrebbe essere molto semplice: non riproporre tutto ciò che è stato fatto nei primi 80’minuti di Anfield e continuare la prestazione degli ultimi 10′. E il discorso parte sicuramente dal modulo; bocciato l’assetto a tre in difesa (Juan Jesua inguardabile e improponibile contro Salah) si tornerà sicuramente al solito 4-3-3. E con ogni probabilità i tre attaccanti saranno gli stessi che hanno fatto tanto bene contro il Chievo nell’ultimo turno di campionato, ovvero Schick, Dzeko ed El Shaarawy. A centrocampo spazio a Naigollan, De Rossi e Pellegrini visto il forfait di Strootman, davanti ai quattro difensori che saranno quasi sicuramente Florenzi, Fazio, Manolas e Kolorov. Per quanto riguarda il Liverpool, unico cambio rispetto all’andatà sara Wijnaldum al posto di Oxlade, il quale ha terminato la stagione anzitempo e ha anche perso la possibilità di partecipare al Mondiale di Russia con la propria nazionale, proprio per l’infortunio nella partita d’andata.
Con i se e con i ma nel calcio non si va da nessuna parte, ma con questo la difesa a 4 anche all’andata, probalbilmente il risultato era meno pesante e questa sera il caro miracolo poteva avvenire. Ma ciò che è stato fatto ormai non si può cambiare e nonostante il pesante passivo, la Roma deve crederci. Deve crederci perché mancano solo 90′ (più eventuali supplementari) per raggiungere la finale di Kiev dove ieri sera è approdato il solito Real Madrid. Ci deve credre perché la difesa della squadra di Klopp, anche in campionato, è parsa spessa lenta e disattenta. Ci deve credere perché ha tutti i mezzi per ribaltare questa difficile pratica; Dzeko e compagni se in giornata di grazia non hanno nulla in meno rispetto a quei diavoli vestiti di rosso.