Castellammare. L’associazione presepiale attacca: “L’ex sindaco mistifica la realtà, grazie al nostro lavoro Cappella Sant’Anna è stata riscoperta dalla città”

Castellammare di Stabia. “Con un grande disappunto ritorniamo a parlare di Cappella Sant’Anna, una importante parentesi della nostra vita associativa, una storia passata che credevamo morta e sepolta ma, che, periodicamente ritorna alla ribalta. Iniziò qualche mese fa l’ex sindaco Pannullo definendola in un manifesto affisso in tutta la città un deposito, salvo correggere il tiro in un video pubblicato a ridosso delle ultime elezioni. Oggi leggo testualmente in un post su Facebook: “al secolo ex morta e ammuffita Cappella Sant’Anna” – sono le parole di Massimiliano Greco Presidente dell Associazione Stabiese dell’Arte e Presepe che ha affidato il suo sfogo ai social – E no, questo è un FALSO vero e proprio! E allora, per onore della verità, per salvaguardare anni di lavoro e di sacrifici ma prima di tutto la dignità e l’onorabilità dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe e quanto di bello abbiamo fatto per la città a “costo ZERO”, controvoglia, siamo costretti a rispondere. Dal dizionario Treccani: mistificazióne s. f. [dal fr. mystification]. – Distorsione, per lo più deliberata, della verità e realtà dei fatti, che ha come effetto la diffusione di opinioni erronee o giudizî tendenziosi, sia in campo ideologico sia, per es., nel settore del commercio e della pubblicità, al fine di trarre vantaggio dalla credulità altrui… Il punto è proprio questo: perché questo tentativo di mistificazione, perché distorcere la verità? Qual è il senso e qual è il fine? Non è bastato raggiungere lo scopo? È così ingombrante il ricordo di ASAP? Perché questo tentativo di annullare, minimizzare, mortificare ed umiliare quanto fatto dal 2009 (nel 2009 la mostra fu organizzata dall’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo, nel 2010 in collaborazione con l’Associazione Verde Pro Natura) al 2016? Noi un’idea ce la siamo fatta ma la teniamo per noi. È bene ricordare che nessuno conosceva la struttura, nessuno se ne interessava. Soltanto noi avevamo capito le sue potenzialità quale punto di partenza di un progetto ben più ampio di rilancio del centro antico “…ridiamo onore a questo centro antico, illuminiamo questo pezzo di città. Portiamo tanta gente in ogni vico, ché è il posto più bello che ci sta!”.
Così chiudevamo una poesia donata all’ex sindaco. E di gente nella Cappella ne abbiamo portata tanta, diverse decine di migliaia di cui oltre 10 mila solo nel 2016. Ed è grazie al nostro lavoro che la cappella Sant’Anna è stata riscoperta dalla città, ha fatto “Venì ‘o vùlio a tanta gente”.
È normale, ci può stare. Siamo fieri del nostro lavoro e le foto allegate, dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio, che non era né un deposito né una struttura morta e ammuffita.
E chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Forse è più utile farlo credere, fa più comodo così ma noi non permetteremo a nessuno di stravolgere e strumentalizzare i fatti per fini reconditi.
Anche le pietre sanno come sono andate le cose perciò è inutile ritornarci sopra. Noi non abbiamo padri o padrini politici, non abbiamo giornali, giornalisti o giornalai che ci appoggiamo. Siamo così, orgogliosamente liberi da qualsiasi condizionamento o compromesso. Siamo autonomi e non abbiamo cambiali da pagare o da mettere all’incasso. Il nostro progetto di “Polo delle Arti” evidentemente non era sufficientemente valido. Abbiamo accettato la decisione serenamente, ci siamo ritirati in buon ordine senza fare casini. Punto! Per fugare qualsiasi dubbio, eventualmente ce ne fossero ancora, vogliamo precisare che NON abbiamo intenzione di danneggiare nessuno perché siamo per “il fare” e non per “il distruggere”. Chiediamo – conclude – solo di essere rispettati e speriamo vivamente di non dover più tornare sull’argomento”.