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Ancora morti sul lavoro: due registrati nella giornata odierna

Ancora morti sul lavoro. Questa volta a Padova e Carrara ed i sindacati rilanciato l’Sos sicurezza. Uno, precipitato da una impalcatura al suo primo giorno di lavoro alla Maus di Campodarsego, nel padovano. L’altro, schiacciato da un blocco di marmo, aveva un contratto di lavoro di soli 6 giorni. Stop al lavoro in molte cave e alla Maus, dove i dipendenti si sono riuniti in assemblea ed hanno proclamato 4 ore di sciopero. Sull’incidente in Toscana e’ intervenuto anche il presidente della Cei Gualtiero Bassetti: “Purtroppo, nonostante le grandi grida e le grandi promesse, io stesso ho constatato che in certi ambienti di lavoro, perche’ le giro le fabbriche, e prima le giravo ancora di piu’, spesso mancano gli elementi essenziali della garanzia”‘. E il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sottolinea: “siamo di fronte agli effetti inaccettabili di una precarieta’ e di un mercato del lavoro che consentono l’eccessiva frammentazione di mansioni e carichi insostenibili di lavoro”. Dall’inizio dell’anno, secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna, sono 384 morti sui luoghi di lavoro: nei primi sei mesi del 2018 viene registrato un +20,5% rispetto al 30 giugno del 2008; soltanto nel mese di giugno 2018 sono stati 69 i morti ‘caduti’ sul lavoro. L’Osservatorio chiede da tempo una Commissione Parlamentare d’inchiesta. L’operaio, di 45 anni e’ morto cadendo da una impalcatura da un’altezza di 3 metri poiche’ – sostiene la Fiom/Cgil – “non era correttamente agganciato ai cavi di sicurezza” all’interno della Maus di Campodarsego, azienda padovana che produce macchine sbavatrici, torni verticali e molatrici. L’uomo con la sua piccola ditta era al suo primo giorno di lavoro con la Maus, anche se – sempre secondo la Fiom-Cgil – non era stato formalizzato ancora il contratto di lavoro. La ditta modenese si sarebbe occupata dello smontaggio e l’imballaggio dei macchinari da inviare ai clienti dopo i test di controllo. In un deposito di marmi a Marina di Carrara e’ morto stamani Luca Savio, di 37 anni, dipendente di una ditta di autogru, quando un blocco gia’ posizionato sul terreno si e’ mosso e lo ha colpito al torace. Molte cave, in segno di lutto, hanno subito sospeso il lavoro. La segreteria della Cgil di Massa Carrara sostiene che l’operaio “aveva iniziato a lavorare il 9 luglio: un giovane lavoratore ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli 6 giorni”. E’ la seconda vittima in due mesi nel settore lapideo di Carrara, l’11 maggio aveva perso la vita un cavatore 58enne a Fantiscritti. “Quello che sta pagando il mondo del marmo in termini di vite umane e’ un prezzo troppo alto, insostenibile per qualsiasi citta’ che si voglia definire civile” ha commentato il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale. Ieri a Napoli a morire era stato un giovane di 22 anni, Salvatore Caliano, caduto mentre stava lavorando sul lucernario di un palazzo in via Duomo. Il sindaco Luigi De Magistris ha annunciato che l’Amministrazione Comunale sara’ ai funerali. “Disoccupazione e precariato, la morte dei diritti, della dignita’ e delle vite umane, sono vera emergenza nazionale’ ha constato il primo cittadino.

Antonio Carlino

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