Daisy Osakune, atleta della Nazionale azzurra colpita al volto da un uovo: esclusi i motivi razziali

Torino. L’atleta della Nazionale azzurra Daisy Osakune è stata colpita nella notte da un uovo lanciato da un’auto in corsa a Moncalieri. La giovane è nata a Torino da genitori nigeriani, primatista italiana U23 di lancio del disco parteciperà agli europei di atletica a Berlino.
“L’hanno fatto apposta – dice – Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore. In quella zona ci sono diverse prostitute, mi avranno scambiate per una di loro – aggiunge all’uscita dall’ospedale Oftalmico di Torino -. Mi era già capitato di essere vittima di episodi di razzismo, ma solo verbali. Quando però si passa all’azione, significa che si è superato un altro muro”. “Io non escludo i motivi razziali. Non voglio essere criticata per questo, ma secondo me mi hanno lanciato quel uovo, in viso, da un’auto che viaggiava a tutta velocità, semplicemente perché sono di colore”, sottolinea la giovane atleta. “Spero che trovino i responsabili – conclude -: solo così si potrà sapere il motivo del gesto”.
Sul caso indagano i carabinieri che escludono i motivi razziali. Nei giorni scorsi, fanno sapere i militari, era già stato segnalato in zona l’auto da cui la scorsa notte è partito il lancio di uova. Erano già stati segnalati lanci di uova contro i passanti.
“Spero di incontrarla e vederla gareggiare il prima possibile”, dice il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini augurando una veloce guarigione all’atleta. “Ogni aggressione – aggiunge – va punita e condannata, sono e sarò sempre a fianco di chi subisce violenza”. “Emergenza razzismo in Italia? Non diciamo sciocchezze, ricordo che solo negli ultimi tre giorni, nel silenzio generale, la Polizia ha arrestato 95 immigrati, mentre altri 414 sono stati denunciati”, ha detto ancora Salvini. “Di certo – aggiunge il leader Leghista – l’immigrazione di massa permessa dalla sinistra negli ultimi anni non ha aiutato, per questo sto lavorando per fermare scafisti e clandestini”.