“Il carcere non è vita”, Zagaria vorrebbe collaborare con la giustizia ma la sorella dice no

Michele Zagaria, il superboss, vorrebbe pentirsi ed intraprendere la strada della collaborazione con lo Stato. Questa volontà pare l’abbia manifestata in una lettera indirizzata alla sorella in cui dice che “Il carcere non è vita, è sopravvivere per me e per voi’. ma la donna gli avrebbe vietato di fare il ‘Grande passo’ del pentimento. La notizia è stata riportata in anteprima stamane dal quotidiano Cronache di Caserta che da ampio risalto alla vicenda e racconta la storia tormentata della detenzione di quello che è stato lo spietato capo clan dei casalesi che ha ispirato la fortunata fiction della Rai lo scorso anno “Sotto copertura” con Alessandro Preziosi e Claudio Gioè. Zagaria nel corso dell’ultimo anno è stato protagonista, non a caso, dopo la messa in onda della fiction in tv, di una serie di show in Tribunale durante i processi a suo carico in cui ha anche mimato di volersi impiccare con il laccio del microfono durante la video conferenza. Aveva accusato prima il pentito Antonio Iovine o’ ninno definendolo “un falso pentito” e poi aveva accusato il pm Catello Maresca della Dda sostenendo che lo voleva costringere a pentirsi. Poi aveva scritto anche altre lettere in cui aveva detto alle sorelle “Se mi pento io, voi andate a lavare le scale”. Aveva parlato di un processo “politico” contro di lui e si era lamentato del regime del carcere duro. Ora la lettera in cui lascia presagire le sue intenzioni di pentirsi.