“Il tempo passa ma tu non passi mai”. Napoli, 92 anni di storia, mito e passione

candeline da spegnere oggi per il calcio . Novantadue anni dalla creazione di una destinata a rappresentare “lo stato d’animo di una città”. Novantadue anni trascorsi dall’iniziativa dell’industriale napoletano Giorgio Ascarelli che fondò quel club chiamato A. C. Napoli, il cui simbolo era un cavallo bianco su uno sfondo azzurro, modificato poi nel classico ciuccio, causa gli scarsi risultati ottenuti. Un amore che ancora oggi è vivo; un legame viscerale che tiene unito squadra e tifo. Quell’amore profondo che solo chi ha il sangue caldo può dare, e che ha sempre rappresentato un valore aggiunto per la squadra. Dagli anni d’oro al baratro del fallimento, il tifo non è mai svanito. È una piazza unica, che ha osannato tutti i suoi idoli: da Sallustro a Sivori, da Jeppson a Vinicio fino al più grande: Diego Armando . El pibe de Oro, l’argentino giunto da Barcellona che regalò due campionati, due coppe italia, una supercoppa italiana e una coppa Uefa. Lo stadio, spesso stracolmo, non si è svuotato neanche nel 2004, quando le scellerate gestioni l’avevano portato al fallimento. La rinascita, la scalata fino in serie A a contendersi con la rivale di sempre, la Juventus, il “sogno nel cuore”. “Passa il tempo ma tu non passi mai”. Buon Napoli.

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