Roma. Due giorni con Papa Francesco, in 90mila all’evento conclusivo (LE FOTO)


(Emilio D’Averio, inviato a Roma). “Non ho paura, dirigi Tu i miei passi. Non sono solo, Tu vegli su di me”. In circa 90mila giovani ieri a Piazza San Pietro hanno cantato il nuovo inno dei giovani per il 2018 all’incontro con Papa Francesco in vista del Sinodo dei Giovani, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, previsto per il prossimo ottobre e della Giornata Mondiale della Gioventù in programma a Panama nel 2019. Giovani in cammino da Nord a Sud per partecipare alla due giorni che anticipa il sinodo definito dei giovani, più precisamente il sinodo dei vescovi dedicato al rapporto tra Chiesa e giovani. “Siamo Qui, per mille strade” questa la due giorni a Roma con tutti i giovani italiani, presente anche una delegazione di ragazzi da Malta, dalla Polonia, dalla Germania ed altri paesi europei. Hanno tra i 16 e i 29 anni, vengono da ogni Regione, e sono partiti da 195 diocesi. Ad accompagnarli tanti sacerdoti, suore e 120 vescovi che, indossate le t-shirt, hanno voluto condividere con loro ogni passo. Hanno attraversato il Paese andando oltre la spiritualità: i ragazzi del Nordest hanno incontrato lungo il cammino le trincee della Grande Guerra, quelli siciliani, partiti alle 4 del mattino per le temperature elevate, hanno fatto tappa a Corleone per vedere che anche nel paese simbolo della mafia c’è chi alla criminalità dice no ogni giorno. Alcuni migranti incontrati lungo la strada sono stati coinvolti, si è fatta una colletta per comprare scarpe adatte a camminare e si è proseguito, fianco a fianco, abbattendo i muri e le paure che troppo spesso ostacolano l’accoglienza. Papa Francesco ha esortato i giovani “ad essere protagonisti del bene. Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto”, dice.Dire ‘no’ al male “significa dire ‘no’ a una cultura della morte, che si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro”, afferma il pontefice.”Non basta non odiare, bisogna perdonare – sostiene – non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno. Se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si oppongono con il bene”.


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