Mons. Francesco Alfano, Arcivescovo della diocesi di Sorrento - Castellammare di Stabia © 2017 Emilio D'Averio www. onlinemagazine.it

Castellammare. La violenza si colora di rosa, l’appello del Vescovo alle famiglie: “Stare vicini ai nostri ragazzi e ascoltarli”

. Si indaga sulla rissa avvenuta tra ragazze domenica sera nei pressi dei bagni pubblici di Castellammare che ha visto anche una giovanissima trasportata in ospedale. Tutto pare sia iniziato da una discussione e dalle parole ai fatti il passo è stato veramente breve. Le ragazzine si sono afferrate per i capelli ed hanno iniziato a picchiarsi, seminando il panico per qualche minuto. Ad avere la peggio una ragazza che in un primo momento è stata soccorsa dai passanti e poi da un’ambulanza dell’ospedale San Leonardo che ha provveduto al trasferimento al pronto soccorso per le cure dei medici. Fortunatamente non ha riportato problemi gravi. Non sono solo i ragazzi che si rendono protagonisti di aggressioni ma anche ragazze, si registra così un cambio di tendenza. Nell’ultimo anno si è assistito ad un’ escalation di violenze ad opera di ed ora le protagoniste sono tutte di sesso femminile. Il gentil sesso si spoglia dei suoi panni vestendo quelli dei teppisti. Un segnale che conferma, ancora una volta, l’enorme degrado sociale che investe la città delle acque una città che, in fin dei conti, offre ben poco alle fasce giovanili. Arriva anche il monito dell’arcivescovo di Sorrento- Castellammare, : “Il disagio dei giovani va ascoltato, capito e analizzato. L’età delicata può – dice l’arcivescovo – determinare alcune devianze se non si comprendono adeguatamente le ragioni dei disagi e si accompagnano i giovani a trovare un punto di svolta nella loro vita. La difficoltà diffusa riguarda l’inserimento nella società e il senso da attribuire alle proprie azioni, alle proprie scelte, alla propria vita. Bisogna – prosegue – stare vicini ai nostri ragazzi, ascoltarli, accoglierli accanto a noi. Vanno aiutati ad orientarsi e a capire come porsi dinanzi alle varie problematiche che si presentano dinanzi a loro. Sta a noi indicare ai giovani come trovare la via dell’ascolto e del rispetto reciproco. Nell’era dei social network, un uso scorretto di questo mezzo di comunicazione genera problemi non da poco. I nostri giovani sono figli di questa cultura. E i genitori, la chiesa e la comunità che educa le nuove generazioni devono avere la pazienza di far emergere tutti i sentimenti e le emozioni che esse hanno dentro, spesso nascoste da un utilizzo errato dei social”. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

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