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Italia, che pena! Sconfitta in Portogallo e spettacolo indegno degli azzurri

Prima dell’analisi della partita verrebbe da dire solo una parola: schifo. E non si esagera usando questo termine, perché l’Italia questa sera ha fatto letteralmente pena contro una buona nazionale quale il Portogallo, privo addirittura della sua stella Cristiano Ronaldo. Gli italiani non meritano questo scempio, ormai da tantissimi anni. Gli italiani non meritano di vedere in campo gente che cammina, che non sa fare uno stop o più di due passaggi di fila. Gli italiani sono abituati a ben altro e non certo a questo spettacolo penoso. Che Mancini rifletta bene sulle prossime scelte sia per quanto riguardo le convocazioni sia per quanto riguardo la formazione da schierare in campo, perché cambiare tutta la squadra dopo solo tre giorni dall’ultima uscita è stata una scelta pessima. Ora si può procedere a parlare della partita.
I primi 45 minuti sono stati soprattutto di marca portoghese, con tanto possesso palla, occasioni da gol e una traversa colpita. Italia non pervenuta, senza personalità e soprattutto senza mai creare un pericolo a Rui Patricio. Non è cambiato praticamente nulla dal primo tempo contro la Polonia, nonostante il CT Mancini abbia cambiato praticamente tutto. 9/11 diversi rispetto alla gara di qualche giorno fa ma la musica è sempre la stessa: tanti errori in costruzione e tanta paura di provare la giocata. Anche Chiesa, il migliore in campo a Bologna, nei primi 45 minuti di gioco non ha mai messo in difficoltà Mario Rui, buon terzino sinistro ma di certo non il Roberto Carlos di turno. Immobile e Zaza hanno cercato di duettare ma due attaccanti del genere dovrebbero quantomeno provare a calciare in porta e non a correre per tutto il campo senza un obiettivo preciso.
Molto meglio il Portogallo che, nonostante l’assenza di Ronaldo, ha creato tanto soprattutto con Bernarndo Silva e Bruma, di gran lungo i migliori in campo di questo primo tempo. I campioni d’Europa in carica non hanno mai avuto difficoltà a superare il centrocampo azzurro composto da Jorginho e Cristante, troppo morbido per le frecce portoghesi.
Se nel primo tempo i ragazzi di mister Mancini hanno fatto lettaralmente ridere, nella seconda frazione sono riusciti nell’impresa di fare ancora peggio. Oltre al non completare un paio di passaggi di fila e al non calciare mai verso la porta avversaria, è arrivato anche il gol del Portogallo firmato Andrè Silva, ex attaccante del Milan. Ovviamente la rete lusitana è arrivata dopo un contrasto perso da ben tre calciatori contro il solo Bruma, bravo poi a servire in area il numero 9 portoghese. Dopo il gol avversario, gli azzurri non hanno avuto un minimo di reazione per cercare il pari. Gli innesti di Berardi e Belotti sono stati praticamente nulli, anzi il Portogallo ha sfiorato più volte il vantaggio e solo alcune parate mostruose di Donnarumma hanno evitato il tracollo.
Anche nei secondi 45 minuti Jorginho non è mai riuscito a trovare la sua classica giocata verso gli attaccanti, anche perché quest’ultimo erano il più delle volte nascosti alle spalle dei difensori portoghesi. Zero tiri in porta in 90 minuti è un dato che deve far riflettere il commissario tecnico di una delle nazionali più importanti della storia del calcio. Ma che in questo periodo farebbe fatica contro tutte le nazionali del mondo. E se l’Italia dovesse retrocedere in Lega B della Nations League, anche lì avrebbe grossi problemi nell’affrontare gli avversari. Perché ad oggi l’Italia non è una nazionale ma un’accozzaglia di gente messa in rettangolo verde a rincorrere un pallone. Male, decisamente male.

Antonio Carlino

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