Slitta a lunedì la decisione sui ripescaggi in B, saltano i calendari della Serie C

Doveva essere il giorno del giudizio sulla Serie B, ma dopo tre ore e mezzo di udienza e una decisione “cosi’ delicata” da dover prendere, il Collegio di Garanzia ha deciso di rinviare la sentenza sul blocco dei ripescaggi a 19 squadre per “lunedi’ sera, al massimo martedi’ mattina”. Il presidente del Collegio, Franco Frattini, non usa mezzi termini, vuole “riflettere su tutti gli argomenti che le parti ci hanno presentati in tre ore e mezzo di discussione. Non sarebbe stato serio decidere in un’ora e mezzo”, rivela al termine di una giornata campale che non produce gli effetti sperati. In breve si innesca la reazione a catena. Con la Serie C che aveva atteso proprio questa sentenza spostando i sorteggi a domani sera a Roma. Il numero uno della Lega Pro, Gabriele Gravina, si scusa per qualcosa che non dipende da lui: “Non entro nel merito – rivela a caldo all’Ansa – dico solo a tutti: fateci giocare a calcio, dateci le squadre”. Poco prima, lo stesso Frattini aveva detto: “Noi abbiamo valutato che domenica la B non si gioca. Molto peggio sarebbe stato, e il Collegio mai lo avrebbe fatto, decidere frettolosamente su una questione cosi’ delicata”. In effetti la mole di lavoro e la decisione che ne maturera’ era tantissima. Un tutti contro tutti, da un lato i club che ambiscono al ripescaggio (Ternana, Pro Vercelli, Siena, Novara e Catania, con l’aggiunta dell’Entella che pero’ spera in una rivisitazione del caso-Cesena per le plusvalenze), uniti prima nel contestare i metodi “monocratici” del commissario straordinario Roberto Fabbricini sul blocco dei ripescaggi e la B a 19 squadre, ma poi divisi tra chi (Ternana, Pro Vercelli e Siena) ambisce a quei tre posti in base ai vecchi criteri e chi (Novara e Catania in primis) invece pretende di far valere le ultime sentenze che superano la norma ‘anti-illeciti’. “Il ripescaggio e’ un nostro diritto e se non e’ un diritto e’ comunque un nostro interesse da perseguire”, il leitmotiv degli avvocati. “C’e’ una violazione della separazione dei poteri mai vista”. Per presunto “abuso d’ufficio” il Catania ha addirittura denunciato Fabbricini ieri. In sua difesa c’era oggi Giulio Napolitano, considerato il padre della riforma della giustizia sportiva voluta da Malago’: “Il commissario aveva non solo il potere ma anche il dovere di adottare tutti gli atti per il funzionamento della Federazione”, ritenendo “grave la denuncia del Catania”, rilevando i rischi penali che correrebbe Fabbricini e avvertendo di assistere a un “secondo campionato” giocato “sul terreno giudiziario”. In difesa del club etneo l’avvocato Gitto ha replicato: “E’ grave che venga richiesto a questo Collegio di giudicare secondo pieta’ per evitare una condanna”. Al fianco di Figc e Lega di B anche Coni e Procura Generale, schierati per il “rigetto dei ricorsi”. In questo contesto, passano quasi in secondo piano gli altri due temi di giornata. Le componenti ‘ribelli’ (Lega Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia) esultano per la sentenza sulla proroga del commissariamento e i poteri di Fabbricini. A seguito della convocazione dell’assemblea elettiva e’ stata dichiarata la “cessata materia del contendere”, tuttavia secondo i giudici i poteri del commissario vanno “esercitati nei limiti fisiologici funzionali, in vista della Assemblea Elettiva, salvo gli atti necessitati e fermo restando l’espletamento dell’attivita’ di ordinaria amministrazione”. La Figc vince invece sul calcio femminile, con i campionati di Serie A e B che tornano sotto la gestione di via Allegri mentre quelli di Interregionale restano alla Lega dilettanti. Ribaltata la sentenza della Corte d’appello federale.