Castellammare. Condanna definitiva per Emanuele Spera, ubriaco alla guida causò la morte di un 24enne


Castellammare di Stabia. Stanno per aprirsi di nuovo le porte del carcere per il dottor Emanuele Spera, figlio del noto medico stabiese Catello, che è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a nove anni e quattro mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e interdizione dagli uffici legali per la durata della pena, per aver cagionato con la sua condotta un grave incidente stradale, in cui morì un giovane di 24 anni e altri due rimasero feriti di cui uno in maniera grave. Spera aveva la patente sospesa e guidava in stato di ebbrezza. L’incidente si verificò  lungo il raccordo autostradale di Castellammare la notte del 20 marzo del 2011. La Toyota RAV4 guidata da Spera piombò sulla corsia opposta scontrandosi frontalmente con una Fiat 500 al cui interno vi erano tre amici napoletani di ritorno da una serata trascorsa in una discoteca di Sorrento. nello scontro morì sul colpo il giovanissimo avvocato, il 24enne Andrea Chiappetta, figlio del giudice Stefano Chiappetta. Al ragazzo prematuramente scomparso venne intitolata anche un’aula del Tribunale di Torre Annunziata, dove si stava formando e dove il padre lavorava. Un altro giovane avvocato, Claudio Mazza, rimase gravemente ferito e ha lottato tra la vita e la morte per alcuni mesi prima di riprendersi. Rimase miracolosamente illeso il guidatore della Fiat 500. Spera fu arrestato e poi posto ai domiciliari. E’ stato condannato nei due gradi di giudizio e ora la pena è diventata definitiva. Particolare curioso: Spera di recente ha vinto una causa al Tribunale di torre Annunziata contro l’assicurazione Axa che era stata costretta a risarcire per oltre un milione di euro la famiglia Chiappetta per la morte del giovane. Ebbene l’assicurazione aveva intentato una procedimento contro Spera per rivalersi visto che guidava in stato di ebbrezza e con la patente sospesa.  Spera però nel frattempo si era spogliato di tutti i suoi beni e il patrimonio immobiliare è finito nelle mani di Antonio Somma, famoso per essere il patron della Bivans, la maggiore scuderia italiana di cavalli da trotto ex presidente della società che gestisce l’ippodromo di Agnano e noto broker stabiese, condannato di recente a un anno di carcere (pena sospesa) per appropriazione indebita nei confronti della Trust Risk Group Italia, distributore  dei prodotti assicurativi dell’azienda statunitense AmGroup.