Castellammare. Criminalità al Comune, presentata interrogazione al Ministero dell’Interno


Il deputato di LeU Federico Conte ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, per indagare sulle presunte ingerenze della Camorra a Palazzo Farnese – a farlo sapere è il gruppo di Liberi e Uguali di Castellammare di Stabia attraverso una nota stampa –
Più volte, come partito e come gruppo consiliare, avevamo chiesto di fare chiarezza sulla grave vicenda che ha visto il sindaco Pannullo riferire in commissione antimafia. Il consigliere Tonino Scala, gia nella prima seduta del nuovo consesso di Palazzo Farnese, aveva chiesto al nuovo sindaco, che nulla ha a che fare con quella storia, di richiedere la commissione d’accesso in via preventiva per comprendere ciò che era accaduto. Non ebbe nessuna risposta. Ci auguriamo che l’interrogazione presentata dall’on. Federico Conte possa fare chiarezza. Di seguito il testo dell’interrogazione a risposta scritta.
Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
nel comune di Castellammare di Stabia, provincia di Napoli, vi è una forte presenza della criminalità organizzata, come del resto in tutta l’area metropolitana di Napoli: i clan operano soprattutto in attività illecite legate al mercato della droga e al racket: diverse inchieste della magistratura, in passato, hanno evidenziato un interesse della camorra anche verso il sistema degli appalti pubblici, con il tentativo di condizionarne l’esito in favore di imprese legate ai clan;
negli ultimi tempi, soprattutto sulle pagine del quotidiano locale Metropolis, sono riportati dettagliati articoli che denunciano episodi di presunto malaffare, con tentativi di ingerenza nella gestione della cosa pubblica anche di pregiudicati, esponenti dei clan;
in particolare in data 15 novembre 2017, il quotidiano Metropolis, dà notizia di un’audizione presso la Commissione parlamentare antimafia dell’allora sindaco Antonio Pannullo, che si è svolta in seduta segreta; i cinquanta minuti di audizione sarebbero stati – sempre secondo la stampa – incentrati sui tentativi di pressione sul comune da parte di un pregiudicato, che l’ex sindaco avrebbe anche fatto oggetto di una denuncia presso le forze dell’ordine;
in particolare il quotidiano fa riferimento all’ingresso nel palazzo comunale di Castellammare di Stabia di un pregiudicato, condannato per spaccio, sospettato di collegamenti con il clan D’Alessandro;
sullo stesso quotidiano appaiono numerosi articoli di denuncia che evidenzierebbero un quadro preoccupante rispetto a possibili infiltrazioni camorristiche negli appalti comunali di alcune ditte guidate da imprenditori sospettati di collusione e culminati anche con una inchiesta della direzione distrettuale antimafia e alcuni arresti;
si rende necessario un approfondimento della situazione amministrativa complessiva del comune di Castellammare, per radicate circostanze ambientali, alla luce dei fatti sopra riportati, al fine di verificare il rischio di un forte condizionamento della criminalità sul buon andamento degli uffici pubblici e della pubblica funzione;
se sia a conoscenza della grave situazione così come emersa da numerose denunce fatte sul territorio di Castellammare rispetto alle possibili ingerenze della criminalità organizzata sulla vita amministrativa e se non ritenga, nell’ambito delle sue competenze, di attivare una iniziativa per valutare la possibilità dell’invio, da parte della prefettura di Napoli, di una commissione di accesso presso il comune di Castellammare ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.