Corruzione dei giudici, il processo di Roma passa alla competenza di Nocera Inferiore

Torre Annunziata. Approderà a Nocera Inferiore, il processo a carico di 27 indagati accusati a vario titolo di corruzione e finiti nella maxi inchiesta che ha portato in carcere il giudice di pace e avvocato scafatese Antonio Iannello. Il tribunale del Riesame di Roma che ha valutato le istanze di libertà di alcuni degli indagati, non ultimo quella di Iannello (sulla quale la decisione è riservata) ha rigettato i ricorsi degli avvocati difensori ed ha accolto l’eccezione di competenza territoriale trasferendo gli atti dalla Procura di Roma a quella di Nocera Inferiore. In prima istanza, il fascicolo era stato spostato a Salerno, ma i giudici accortisi dell’errore materiale hanno rimesso l’inchiesta a Nocera Inferiore. Tutti gli episodi di corruzione e favoreggiamento, infatti, sono avvenuti a Scafati in via Zara, nello studio di Antonio Iannello dove i finanzieri della Compagnia di Torre Annunziata che hanno seguito le indagini avevano installato una telecamera e una microspia. Erano finiti in carcere e ai domiciliari, dunque, giudici di pace, consulenti tecnici e due carabinieri con le accuse di corruzione, favoreggiamento e violazione del segreto d’ufficio. Le combine su consulenze tecniche affidate dal giudice a Ctu compiacenti e disposti a pagare una percentuale di 250 euro ad incarico e su processi che riguardavano sinistri stradali in danno delle compagnie assicurative, saranno valutate dai pm della Procura retta dal Procuratore Antonio Centore. In ogni caso il giudice per le indagini preliminari dovrà riemettere formalmente l’ordinanza a carico degli indagati altrimenti perderà efficacia. Non è escluso che la prossima settimana possa avvenire il passaggio formale con un nuovo giro di interrogatori e nuovi ricorsi, eventualmente, al tribunale del Riesame competente, cioè quello di Salerno.