Giudici corrotti al Tribunale. Iannello intercettato: “Per questi quattro soldi non ci voglio andare in galera, faccio i nomi di tutti”

“Ma se escono fuori queste cose io per questi quattro soldi dentro non ci voglio andare … hai capito … io mando a fare in culo a tutti … faccio uno uno e uno … vi liquido massimo trecentosettanta euro”. Sapeva che quello che stava facendo gli poteva costare il carcere, Antonio Iannello il giudice di pace. Arrestato giovedì scorso commenta così la circostanza che in giro si sono diffuse voci sulle sue sentenze facili e sulle nomine a consulenti tecnici compiacenti. Iannello parla con il consulente Francesco Afeltra, in uno dei video registrati dalla guardia di Finanza nel suo studio di Scafati. Il Ctu si lamenta di non essere stato più nominato in procedimenti per sinistri stradali e Iannello lo rimprovera di essersi comportato ‘male’. Il problema del Ctu è che ‘parla troppo’. E quelle voci sul suo conto, secondo Iannello, avrebbero prodotto degli esposti a suo carico. “perchè sono un fetente? ma voglio capire” chiede Afeltra al giudice “mi hai fatto fare una figura di merda con Filippo”…. “Ragazzi qua sta uscendo fuori perché voi parlate tra di voi… io tra poco non faccio più niente” incalza Iannello. Secondo gli inquirenti, Iannello teme di finire nei guai per quello che sta facendo perché si sono diffuse troppe voci sul suo conto. E allora per giustificarsi racconta al consulente tecnico quello che accade, secondo lui, presso il giudice di pace di Gragnano dove un togato per celare esborsi di danaro provenienti da avvocati e tecnici compiacenti vende collanine in udienza. Iannello fa il nome del giudice che venderebbe in udienze collane a prezzi maggiorati. “Ma qua si parla la Di Somma sta facendo la scema si piglia tremila quattromila e cinquemila non se ne fotte ma qua si parla … lo sai che si dice? lo sai che si dice?… La Di Somma … Stamattina mi ha detto una persona che lei si è presa una collana… si va avanti a collane qua… e giustamente mi fa notare …. ma una collana che sta venti euro e la paghiamo duecento euro una collana, di marocchini…”.
Iannello racconta e il Cut conferma la vicenda della vendita delle collane: “Quante collane si è comprato il Ctu, spiegami quante se ne è comprate il Ctu?”. Afeltra non può far altro che confermare l’acquisto di collane: “Una cento euro di collane”. E allora Iannello chiede: “te le compravi se non ti dava Ia CTU?’E il pm questo non lo sa secondo voi, qua andiamo tutti negli impicci io non ho nessun interesse che se cade lei qua succede…”. A confermare la circostanza che il giudice in servizio a Gragnano vende collane in udienza, arriva la testimonianza di Rosaria Giorgio, l’avvocatessa collega di studio di Iannello, finita agli arresti domiciliari. “Io lo sapevo perchè l’ho vista vendere in udienza questo collane” Spiega Afeltra “Le vende davvero in udienza, con il panno sul tavolo a vendere le collane” E Rosaria Giorgio conferma: “sì l’ho vista anche io ed anche Carmela (Coppola, ndr). Iannello si rammarica che, nonostante la cosa sia nota a tutti, gli unici considerati, ‘mariuoli’ “sono lui e Paolo Formicola, l’altro giudice di pace di Torre Annunziata finito agli arresti. “se cade uno cadiamo tutti ma scherziamo.. poi alla fine i mariuoli siamo io e Formícola ma fammi sapere? siamo noi i ladri … io e Paolo Formicola”. Ma il giudice Di Somma di Gragnano non sarebbe l’unico, secondo Iannello e Afeltra, ad essere un ‘aggiustasentenze’ in cambio di soldi: “Io sto sentendo una voce – dice Francesco Afeltra – sono arrivati anche ad Ambrosino (il Got Luigi Ambrosino, ndr)”. E Iannello conferma: “come sono arrívati… ad Ambrosíno sono giù arrivati, Ambrosino in tribunale si è preso tremila euro per una sentenza si dice…e non glieli ho dati io… e chi me lo ha detto non glieli ha datL.. ecco vedi come è uscito fuori? omissis.. è stato detto che Ambrosino mangía è stato detto che si è preso da solo tremila euro uno sentenza e che se li è presi addirittura dentro al Tribunale che quando va in udienza poi fa studio li dentro”.
Rosaria Federico
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