Oggi la festa di San Francesco d’Assisi, il “più italiano dei santi e più santo degli italiani”

“Più italiano dei santi e più santo degli italiani”. Con queste parole papa Pio XII definì Francesco d’Assisi il patrono d’Italia. E’ definito il santo che ha segnato un’epoca, ricco di famiglia decise di diventare povero per servire gli ultimi. E’ stato proclamato dal 18 giugno 1939 patrono di Italia da papa Pio XII. Nato ad Assisi nel 1182 Francesco visse una giovinezza ricca di piaceri, poi arrivò la chiamata e la conversione. Il giovane a 25 anni abbandonò la vita agiata per iniziare a predicare Dio ed aiutare gli ultimi. Si mise a servizio dei deboli, i lebbrosi, i reietti, gli ammalati, gli emarginati: questa compassione si sarebbe trasformata poi in una vera e propria “febbre d’amore” verso il prossimo. Fondò poi l’ordine francescano. La sua vita continua a parlare ad ogni generazione nel segno dell’amore di Cristo per gli uomini e per il creato. Lo stesso Bergoglio, eletto papa nel 2013, ha assunto il nome di Francesco proprio in onore del Santo di Assisi.
Ecco alcune delle sue celebri frasi.
“Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.
“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”.
“Un solo raggio di sole è sufficiente per cancellare milioni di ombre”.
“Riponi la tua fiducia nel Signore ed egli avrà cura di te”.
“Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza”.
“Questa è la nostra vocazione: curare le ferite, fasciare le fratture, richiamare gli smarriti”.
“Ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza d’anima e di corpo”.
“Dio mi ha chiamato per la via dell’umilità e mi ha mostrato la via della semplicità”.
“E le gioie semplici sono le più belle, sono quelle che alla fine sono le più grandi”.
“Dove è carità e sapienza, ivi non è timore né ignoranza”.
“Chi tratta male un povero fa ingiuria a Cristo, di cui quello porta la nobile divisa, e che per noi si fece povero in questo mondo”.
“Fratello, dobbiamo restituire il mantello a questo poveretto, perché è suo. Noi l’abbiamo avuto in prestito sino a quando non ci capitasse di incontrare uno più povero”.
“Se qualcuno ci colpirà su una guancia gli offriremo anche l’altra. Se qualcuno ci porterà via il vestito, gli daremo anche il mantello”.
“Non appoggiarti all’uomo: deve morire: Non appoggiarti all’albero: deve seccare. Non appoggiarti al muro: deve crollare. Appoggiati a Dio, a Dio soltanto. Lui rimane sempre!”
“Desidero poco e quel poco che desidero, lo desidero poco”.
“Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena m’è diletto”.
“Donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova”.