Recap NBA: vittoria all’ultimo respiro per i Warriors, i Raptors si impongono sui Celtics, New York è dei Nets!


La prima gara della notte si gioca nel regno di Disneyland, a Orlando, ma i padroni di casa non hanno nulla di magico questa notte e vengono spazzati via da un 88-120 in favore degli Hornets, che prendono il largo nel primo quarto (solo 10 punti segnati dai Magic!) e non si fermano più. Neanche a dirlo, Kemba Walker il migliore fra i suoi, 26 punti per lui con il 50% al tiro. Al Barclays Center va in scena il derby newyorkese tra Nets e Knicks per l’egemonia della città. La partita è equilibrata, si susseguono continui cambi di squadra al comando, ma il 49% dal campo e addirittura il 40% da tre punti, indirizzano la gara verso i Nets, che la spuntano 107-105, anche grazie al potenziale MIP Levert autore di 28 punti (62% dal campo). Tra i Knicks ottima prove individuali per Kanter e Hardaway Jr., 29 punti per entrambi. I Grizzles rialzano la testa e dopo la sconfitta all’esordio, battono agevolmente gli Hawks, che dal canto loro si candidano ad essere la peggior squadra della Eastern Conference. Jaren Jackson Jr. risponde presente, il rookie più “fatto e finito” di questa classe Draft mette a referto 24 punti con fantastiche percentuali dal campo ed insieme a Garrett Temple, 30 per lui, regalano il 131-117 finale. Ancora una vittoria per i tormentati Timberwolves, Butler sfodera una prestazione eccezionale (33-7-3 e 83% al tiro) che dimostra quanto sia fondamentale per coach Thibodeau la sua presenza. “You fuc…. need me, you can’t win without me” le parole di Jimmy in allenamento la settimana scorsa erano più che sensate. Non si fermano più i Pelicans, miglior produzione offensiva della stagione finora, A.Davis e co. sul parquet amico si sbarazzano dei Kings per 149-129. Mirotic sembra aver trovato finalmente la sua dimensione e si candida, anche lui, prepotentemente al premio di Most Improved Player, 36 punti per il montenegrino. Sfida ai vertici della Eastern Conference a Toronto, i Raptors sfidano i Celtics. Partita bellissima, che ci dà un assaggio di ciò che queste due squadre sanno fare e ci prepara a quelle che molto probabilmente saranno le finali di Conference. Leonard torna finalmente a splendere e sembra essere sulla strada giusta per ritornare ai fasti del giocatore ammirato da tutti fino a un anno fa, prima della vicenda infortuni e conseguente rottura con l’ambiente di San Antonio. Per KaWOW sono 31 i punti, conditi da 10 rimbalzi, che regalano la vittoria 113 a 101. Tra i biancoverdi 21 punti di Irving e tripla doppia sfiorata da Horford, 14-10-9 per lui. I Bucks sfidano i Pacers, due squadre accreditate a dar fastidio a chiunque le incontri. A Milwaukee, gara in controllo per i padroni di casa che non steccano l’appuntamento e centrano la seconda vittoria in altrettante partite, che vale la seconda piazza ad Est. Giannis, impreciso da oltre l’arco (pessimo 0/6 al tiro) è comunque il top scorer del match con 26 punti, uno in più del MIP uscente Oladipo. 118-101 recita il tabellino a gara conclusa. I Clippers con uno splendido Gallinari rispediscono, con un sonoro 108-92, i Thunder in Oklahoma. Per il Gallo nazionale 26 punti con il 63% dal campo, stessi punti ma con percentuali peggiori per il compagno di squadra Harris. Tra gli ospiti, ancora privi di Westbrook si salva solo Adams con un incoraggiante 17+18 (di cui 6 offensivi). Ultima gara della notte e probabilmente la più bella, sicuramente la più emozionante, è quella tra Jazz e Warriors. Primo tempo ASSURDO dei padroni di casa che all’intervallo lungo vanno a riposo con 81 punti messi a referto. Durant incredibilmente tiene a galla Golden State nei primi due quarti e si arriva al finale giocandosela punto a punto. Negli ultimi 3 minuti i padroni di casa dilapidano il vantaggio e segnano solo 2 punti e a 0.3 Jerebko mette dentro i due punti del sorpasso e della vittoria, dopo aver catturato un rimbalzo offensivo a seguito del buzzer beater tentato e sbagliato da Durant. 123-124 il risultato a favore dei Warriors, con un irreale Durant, 38-9-7 per lui e seconda W per i campioni NBA.

 

Luca Addivinelo

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