Vaccini. Il responsabile sanità della Lega in Provincia di Napoli: “Educare, non obbligare le famiglie”

Castellammare di Stabia. “Educare ai vaccini piuttosto che obbligare – a dirlo è il dottor Antonio Coppola responsabile sanità per la provincia di Napoli per il partito di Matteo Salvini – E’ giusto tutelare i bambini ma è altrettanto vero che bisogna comunque garantire l’accesso alle scuole in base alle norme vigenti. Il passaggio da un governo all’altro ha determinato posizioni differenti e ora che la Lega è al governo si sta cercando di mettere ordine in tema di vaccini. E’ importante sapere come muoversi per l’anno scolastico appena iniziato. Innanzitutto è stata concessa alle famiglie la possibilità di presentare ai fini dell’iscrizione a scuola una semplice autocertificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione che tuttavia non sarà obbligatoria. Tutti i bambini, compresi quelli sprovvisti di documentazione sulla loro vaccinazione, potranno accedere alle scuole per l’infanzia. L’obbligo di presentazione del documento attestante le vaccinazioni per l’iscrizione a scuola è infatti slittato all’anno scolastico 2019-2010. Per l’anno scolastico in corso è stata sospesa la disposizione legislativa che subordinava l’iscrizione a scuola alla presentazione della documentazione vaccinale. Sia chiaro, le vaccinazioni indicate dalla legge continuano ad essere obbligatorie, non così la presentazione dei documenti che ne attestano la reale esecuzione ai fini dell’iscrizione e della frequenza a scuola.
Due emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega all’articolo 6 del Decreto Milleproroghe hanno cancellato quanto previsto dall’articolo 3 della legge Lorenzin che aveva ripristinato l’obbligo vaccinale per i bambini da zero a dieci anni rendendolo “requisito d’accesso” per l’iscrizione agli istituti scolastici. I due emendamenti approvati dalla commissione Affari costituzionali fanno così di fatto slittare l’obbligo vaccinale all’anno scolastico 2019/2020. Uno degli ostacoli principali alla realizzazione del disegno di legge del Governo riguarda la realizzazione dell’Anagrafe Vaccinale.
Il ministero della Salute ha messo a disposizione un fac simile del modulo di autocertificazione “Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” che è possibile consegnare a scuola per attestare le avvenute vaccinazioni, mentre è slittato di un anno solo l’obbligo di consegnare i documenti che attestano il completamento delle vaccinazioni obbligatorie al momento dell’iscrizione a scuola.
La legge vigente in tema di vaccinazioni prevede dieci vaccini obbligatori: contro poliomelite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Altri quattro – anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus – vengono attivamente consigliati dalle Asl. Sono offerte gratuitamente e attivamente dal Servizio sanitario nazionale (SSN) ben 12 vaccinazioni per i bambini da zero a 6 anni. Sei vaccinazioni gratis per gli adolescenti e tre per gli adulti. Anti-influenzale per tutte le persone oltre i 64 anni. In sostanza il decreto vaccini ha aumentato il numero di vaccinazioni obbligatorie per i minori da zero a 16 anni, estendendole da 4 a 10 in base all’anno di nascita. La vaccinazione per la varicella è obbligatoria soltanto per i nati a partire dal 2017. Per sostenere la campagna vaccinale il ministro della salute Lorenzin aveva imposto il rispetto degli obblighi vaccinali facendolo diventare un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni). Sempre il decreto vaccini prevede che gli alunni dalla scuola primaria (scuola elementare) in poi possano accedere comunque a scuola, ma, in caso non siano stati rispettati gli obblighi, che venga attivato dalla Asl un percorso di recupero della vaccinazione anche imponendo sanzioni amministrative prevedendo multe da 100 a 500 euro. Il decreto vaccini prevede comunque l’esonero dall’obbligo vaccinale per i bambini e i ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale, e i bambini che presentano specifiche condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni”.