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CastellammarePolitica

Castellammare. Am Tecnology, LeU: “Cimmino e Scafarto vengano in aula”

Un' intricata vicenda di un appalto di quasi 100 milioni di euro, LeU chiede l'intervento del Sindaco e di Scafarto

Castellammare di Stabia. “A quattro mesi dall’ insediamento della nuova amministrazione, è giunto il momento che il Sindaco Cimmino affronti alcuni nodi non più rinviabili. Uno di questi è sicuramente quello di Am Tecnology – la ditta che detiene il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città – le cui attività e prestazioni non sono eseguite in conformità a quanto previsto dal contratto.
L’ ultima vicenda – scrivono in un comunicato Scala e Della Monica – in ordine di tempo è la questione della pulizia delle caditoie che – stando al capitolato – sarebbe dovuta avvenire entro la fine del mese di ottobre. Tuttavia, le recenti piogge, che hanno determinato allagamenti e disagi in tutta la città – come documentano anche le tante foto pubblicate in rete dagli stabiesi – sembrano suggerire che la suddetta manutenzione del drenaggio urbano non sia avvenuta e/o non sia stata effettuata in maniera tale da consentire il normale deflusso delle acque. La possibile insufficienza della portata delle rete fognaria non spiega da sola quanto è avvenuto. Ma non è tutto. Le operazioni di diserbo stradale su tutto il territorio comunale, compresa la pulizia dell’ arenile, devono essere assicurate da Am Tecnology. Ebbene, anche rispetto a ciò, la ditta risulta negligente ad attuare quanto previsto dal capitolato e dal contratto. Le cose non vanno certamente meglio per quello che attiene alla raccolta differenziata, ferma al 48 %, mentre – secondo capitolato- avrebbe dovuto raggiungere il 75%.
Inutile dire che questo disservizio produce un danno erariale per le casse comunali che va, ovviamente, a scapito dei contribuenti. Risulta al Comune che il meccanismo di raccolta avverrebbe nel seguente modo?
Gli operatori ecologici procedono, come prassi, alla consueta raccolta dei rifiuti raccogliendo il prodotto da calendario e lasciando non prelevato il rifiuto non conforme, in modo che questo possa essere contrassegnato con apposito bollino e le autorità competenti possano poi individuare i responsabili.
Fin qui sarebbe tutto normale, se non fosse che sembrerebbe che, dopo qualche ora dal primo giro di raccolta, – su ordini aziendali – un’ altra squadra di operatori proceda al prelievo anche del rifiuto non conforme che poi viene scaricato come prodotto indifferenziato. Questo meccanismo distorto – se confermato – sarebbe una gravissima ulteriore violazione del contratto, oltre al fatto che esso produrrebbe molteplici danni al Comune e ai cittadini. In questo modo, infatti, si disincentiva la differenziata, autorizzando il cittadino a depositare ogni giorno qualsiasi tipo di rifiuto ( tanto viene prelevato comunque! ). Senza contare, poi, che l’immissione in discarica di prodotto indifferenziato determina costi molto maggiorati, ovviamente a carico del Comune.
Insomma, oltre al danno (ambientale) anche la beffa per i cittadini che si ritrovano, così, a dover pagare cifre sempre più esorbitanti. È vero che il sistema di raccolta e smaltimento avviene con queste modalità? Le responsabilità sono chiaramente tutte da attribuire all’ azienda che, invece di far rispettare il capitolato, scarica con lettere di contestazione sugli operai. Il Sindaco, l’assessore competente, il dirigente del settore sanno come stanno le cose? Pensano d’intervenire? Il Direttore esecuzione del contratto (DEC), nominato dal Comune, ha segnalato con propri atti le anomalie che si stanno evidenziando? Inoltre, in altri Comuni dove Am Tecnology svolge analogo servizio, stando a quanto riportano diversi quotidiani e giornali online, sembrerebbero emergere aspetti anomali relativi alla documentazione per i contributi versati e ad una possibile partecipazione della suddetta azienda ad un sistema affaristico che coinvolge la criminalità organizzata. Qualcuno di questi giornali arriva anche ad ipotizzare che la Prefettura non abbia ancora prodotto il certificato Antimafia relativo all’ azienda. Riteniamo, pertanto, che sia urgente un’ attenta verifica e che il Sindaco convochi, a stretto giro, un consiglio comunale per affrontare e chiarire quella che è un’ intricata vicenda di un appalto che vale quasi 100 milioni di euro.

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