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Dal 2014 a oggi, da “brocco” a difensore più forte del mondo: non chiamatelo Koulibaly, chiamatelo Muro

Kalidou Koulibaly è il difensore più forte del mondo, senza se e senza ma. Senza paura di scriverlo, senza paura di andare contro i vari “Si ma Sergio Ramos..”, oppure “Chiellini è molto meglio” o addirittura “Skriniar dà più garanzie”. Koulibaly, attualmente è più forte dei difensori sopracitati e di tutti gli altri sotto tutti i punti di vista. Nell’uno contro uno è infallibile, nel gioco aereo un gigante e da qualche tempo a questa parte è migliorato anche tecnicamente riuscendo spesso a far ripartire la sua squadra con alcune sgroppate palla al piede box to box. Bene, ormai il mondo ha imparato a conoscere Kalidou, tutti lo vorrebbero nella propria squadra, ma in quanti nel lontano 2014 si aspettavano una crescita così esponenziale del centrale senegalese? Forse nessuno, di sicuro una persona, un allenatore passato da Napoli qualche stagione fa: Rafael Benitez. Il mister spagnolo ci vide qualcosa 4 anni fa facendolo prelevare dal Genk per la modica cifra di 8 milioni di euro, mica spiccioli per un allora 22enne sconosciuto proveniente dal campionato belga, mica la Premier League. Ma Don Rafe ci vide lungo. Quell’omone nero, dal viso da bambinone, imparò molto sotto la gestione Benitez. Imparò soprattutto dagli errori, che in quella prima stagione furono davvero tanti a partire dalle prime uscite stagionali con la mancata qualificazione in Champions League nel playoff estivo per mano di un modesto Athletic Bilbao. In campionato non andò meglio, anzi. Il Napoli chiuse quinto non qualificandosi nell’Europa che conta, in Coppa Uefa il cammino azzurro si fermò in semifinale contro il Dnipro. Unica gioia fu la conquista della SuperCoppa Italiana contro gli acerrimi rivali della Juventus. Però i gol subiti in tutta quella stagione furono 73 e ovviamente a prendersi la maggior parte delle colpe, oltre l’allenatore, fu il pacchetto difensivo, con Koulibaly in prima linea. Tanti furono i tifosi che in quei mesi gridarono al “pacco”, in tanti volevano la cessione del difensore nella sessione estiva. Una prima stagione da dimenticare completamente, una stagione che avrebbe fatto scoraggiare tutti, tutti tranne KK.
Fortunamente la società e il nuovo allenatore Maurizio Sarri non si fecero condizionare dalla piazza e tennero in squadra il senegalese. Mai decisione fu più giusta. Mister Sarri nei tre anni successivi, dal 2015 al 2018, trasformò quel “brocco” in un difensore con i fiocchi, un difensore moderno, bravo a difendere e a ripartire dalle retrovie palla a terra. Sarri pur non vincendo nulla con il Napoli è riuscito in una missione ancora più complicata, quella di rivalorizzare i suoi calciatori a disposizione, facendoli diventari tra i migliori in Italia nel loro ruolo.
Oggi, mister Ancelotti con la sua bravura e la sua esperienza, si ritrova in rosa il migliore difensore del mondo. E in questi primi tre mesi stagionali, Kalidou si sta pienamente confermando. Nel giro di poche settimane ha affrontato il tridente infernale del Liverpool composto da Salah, Firmino e Manè e li ha bloccati quasi senza problemi; dopodiché, se non bastasse, si è ritrovato contro Neymar-Mbappè-Cavani, mica male. Il risultato? Nessuno dei tre è riuscito a segnare nella doppia sfida con il Napoli e il merito è stato principalmente della “Montagna nera”. Ieri sera, nel match del San Paolo, è stata emblematica una scena: Kylian Mbappè, probabilmente il calciatore più forte del mondo nell’uno contro e in campo aperto, è stato letteralmente demolito con un intervento perfetto di Koulibaly facendo intendere solo una cosa: “Amico mio, da qui non si passa”. Ed è così è stato per tutta la serata. Ed è così ormai da tempo, gli attaccanti che affrontano questo giocatore difficilmente ne escono vincitori nella disputa.
La crescita di Koulibaly, dunque, in questi anni è stata pazzesca e il prezzo del suo cartellino è lievitato di almeno dieci volte rispetto ai soldi sborsati dal Napoli. De Laurentiis ha più volte fissato il prezzo, ma la speranza dei napoletani è di continuare a vedere il loro beniamino proteggere quella porta dagli avversari. Avere in rosa il più forte è una soddisfazione non da poco.

Antonio Carlino

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