Inter, Spalletti: “I contratti ti fanno diventare giocatori dell’Inter, ma i risultati ti fanno entrare nella storia”

Dopo il pareggio d’oro contro il Barcellona, è arrivato il momento di guardare avanti in casa Inter, domani nel lunch match i nerazzurri saranno ospiti dell’Atalanta a Bergamo e poco fa è intervenuto Spalletti nella conferenza stampa del pre-gara. Si parte subito parlando dei giocatori più stanchi: “I più stanchi sono quelli che hanno giocato. Brozovic è quello che ha fatto più strada, vedendo i numeri, ma lega il campo dal centrocampo alla curva nord, fa partecipare tutta la squadra e oggi lo valuteremo. Borja Valero ha fatto un pezzo di partita molto importante, ma è completamente a disposizione. Nainggolan si è messo a disposizione, ha fatto bene considerando le sue condizioni, ma si è visto che non era al meglio, penso che difficilmente farà parte della partita, ma apprezzo la sua disponibilità”. Cosa bisogna evitare domani? “Non so quale coefficiente di difficoltà ci sarà domani, potrebbe essere il massimo se non consideriamo che la partita di domani è l’ultima prima della sosta, non lo è stata quella di martedì. Anche se l’Atalanta non ha una buona classifica, i numeri dicono che potrebbe stare molto più alto, a inizio stagione non ha capitalizzato la mole di gioco creata. Hanno numeri addirittura maggiori dei nostri per quanto riguarda il palleggio, le azioni create… C’è Gasperini che fa bene al mondo del calcio, lo rende più interessante da seguire. Sul gesto di Mourinho: “Lui stesso ha detto che a freddo non lo rifarebbe, su questo siamo tutti d’accordo. Ci sono pressioni emotive in determinate partite che vanno a sommarsi e il rischio di cadere in qualche piccola reazione c’è, io faccio questo mestiere e lo so, finché si resta su questo livello va bene, fa parte dello spettacolo. Se vai a stuzzicare un leone, il leone ruggisce, questo può succedere”. Su Lautaro: “Sta bene, sta vivendo questo momento come Ranocchia, Miranda, Politano, Keita, Candreva ecc… e anche come me in alcune partite”. Sui cambi tattici: “Il vertice alto e quello basso sono interscambiabili a centrocampo, nello sviluppo del gioco assumiamo altri moduli. Ciò che importa è avere un play che imposti bene i ritmi partita”. Sugli ultimi risultati: “Dovevamo farli dopo la brutta partenza, dovevamo rifare i punti persi, mi aspettavo questa reazione, questa striscia vincente fa bene alla nostra stima, ma non dobbiamo essere presuntuosi”. Su Brozovic: “Sa cosa fare con la palla, è diventato un giocatore importante per noi”. Si può avvicinare la Juventus? “Sono i più forti di tutti, probabilmente vinceranno il campionato. Durante il nostro campionato ci sono tante difficoltà che possono minare le proprie certezze. Tutte le squadre dovranno cercare di fare l’impossibile, approfittare di passi falsi e cambiare il percorso, non mollando mai”. Cosa serve per il definitivo salto di qualità? “Servirà la maturità dei calciatori, questa è una grande occasione. Una striscia di buoni risultati è stata fatta l’anno scorso e anche in quelli precedenti, dobbiamo dimostrare di essere bravi e concentrati. I contratti ti fanno diventare giocatori dell’Inter, ma i risultati ti fanno entrare nella storia”. Sull’accordo per lo stadio: “Io sono contento che sia stato trovato questo accordo tra le due società, sono due società importanti che messe insieme possono dare un risultato di qualità. A me San Siro già piace adesso, chiunque sia venuto a trovarmi qui ha speso belle parole per questo stadio. Se c’è possibilità di migliorie ben venga! Devono far sentire le persone nel salotto di casa propria”. Su Perisic: “Ha contribuito anche lui alla classifica che abbiamo, sbagliamo vedendo soltanto i nomi di chi fa gol, c’è tanto altro da vedere e sottolineare. Riesce con le sue galoppate a portare un contributo per i gol degli altri, è uno di quelli che ha fatto molto bene”. Sulla gestione della rosa: “Ho una grande squadra e molti meriterebbero di giocare di più. Dalbert sta facendo molto bene, ma c’è Asamoah che sta facendo benissimo. Lautaro e Icardi non giocano insieme perché altrimenti mi servirebbero due di ognuno di loro per farli rifiatare. Un applauso va fatto però soprattutto a chi non è in lista Champions, Gagliardini, Dalbert e Joao Mario, perché non è facile non far parte del gruppo in quelle partite, restando a lavorare in palestra da soli, serve una grande autostima”.