Il calcio italiano è ripugnante: violenza, cori beceri e discrimazioni territoriali. Ora basta!

Il calcio italiano fa schifo. Il calcio italiano anno dopo anno invece di migliorare peggiora in ogni suo aspetto. Il calcio italiano è lo specchio di una società incapace di reagire alla violenza, al razzismo o alla discriminazione territoriale. Il calcio italiano merita di non essere più seguito da nessuno.
Ieri sera, allo stadio San Siro di Milano, uno degli stadi più affascinanti d’Europa nella città in cui si vive meglio in Italia (ma siamo sicuri?), è andata in scena una delle pagine più brutte della storia recente di questo penoso calcio italiano. Prima di Inter-Napoli la guerriglia, accoltellamenti, accerchiamenti, un morto. Questo dovrebbe essere un bollettino di guerra e non il resoconto di un evento sportivo. Ma non finisce qui, perché non appena comincia il match le solite bestie troglodite cominciano a cantare contro un’intera città e a ululare ogni qual volta Koulibaly toccasse palla. In questo caso, però, non dovrebbe trattarsi di razzismo ma solo pura ignoranza da parte di stolti che prendono in giro un giocatore di colore quando poi tra le fila della loro squadra del cuore figurano dei “neri” proprio come il giocatore del Napoli. Il razzismo è una cosa seria, certo, ma non lo mescoliamo con la stupidaggine di alcuni.
Ciò che ha colpito di più in un giorno di festa, di gioia, in questo Boxing Day sono stati i soliti cori. “Vesuvio lavali col fuoco”, “Vesuvio erutta” così cantavano i tifosi dell’Inter ieri, ancora una volta. Sempre. Soprattutto dopo la tragedia sicialiana tra fuoco e terremoti. Molti scrivono che i “tifosi” a cantare questi beceri cori siano pochi, e invece no. Da un video ricevuto è possibile notare come l’intera curva nerazzurra canti e si diverta cantando. QUI IL VIDEO


Ovviamente non è un attacco diretto alla tifoseria dell’Inter, sono certamente inferiori questa specie di tifosi rispetto alla stragrande maggioranza di corretti sostenitori del Biscione. Soprattutto perché come si è detto prima il calcio italiano fa schifo, da nord a sud e ieri sera è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da Torino a Firenze, da Milano a Roma. Città fantastiche che nascodono personalità vomitevoli. E quindi non meritiamo di assistere allo sport più bello del mondo. E il dispiacere più grande è per i giovani tifosi che sognano di diventare calciatori, per quei bambini che vanno allo stadio con gli occhi lucidi dall’emozioni per assistere alla partita dei loro beniamini. Ma un povero bimbo non merita nemmeno di essere educato da un genitore che spera nella devastazione e nella distruzione di un popolo. Il calcio non è assolutamente questo. Il calcio è gioia. E non è chiuendendo gli stadi o bloccando il campionato che si risolve tutto. Tocca alle istituzioni varare leggi dure, durissimi contro il cancro di questo sport. Solo così si potrebbe risolvere una situazione oramai alla deriva. Siamo nel 2019, il mondo va avanti. L’Italia è ferma. In tutto.