Operai senza stipendio minacciano il suicidio: agitazione a Gragnano

Immagine dal tetto degli operai che minacciano di lanciarsi

Gragnano. Hanno minacciato di lanciarsi dal tetto di un capannone dell’impianto di sollevamento delle acque della Soteco in via dei Miri a Gragnano. I dipendenti, in stato di agitazione, perchè non percepiscono da mesi lo stipendio hanno tentato la protesta estrema.L’impianto attualmente è di proprietà della Regione Campania ma gestito dalla Soteco che dall’anno prossimo passerà la gestione alla Gori. Palazzo Santa Lucia nonostante chieda operai specializzati per questo tipo di impiego, importantissimo perché serve un’utenza di oltre 500mila persone, non paga in tempo gli stipendia. Ad anticipare le mensilità prima la Soteco, rimettendoli di tasca propria in attesa dei pagamenti della Regione ma la regione non sta erogando più fondi. “La Regione non paga la ditta da anni ormai – spiegano gli operai – in passato la Soteco ci ha sempre riconosciuto i mensili di tasca propria nonostante i ritardi di Palazzo Santa Lucia. Ora la Regione non sta pagando”. Sul posto ieri anche i carabinieri, gli agenti della polizia municipale ed un’ambulanza del 118 dell’ospedale San Leonardo perché uno degli operai ha accusato un malore. Oltre ai vigili del fuoco della caserma di Castellammare anche i caschi rossi di Napoli che hanno allestito un gonfiabile per attutire un eventuale lancio degli operai. Nella mattinata di ieri sono avvenute anche altre proteste tra cui Sarno dove la Soteco gestisce lo stesso tipo di impianto. Due settimane fa, invece, protestarono gli operai dell’impianto di Foce Sarno che chiesero un incontro in Regione. In quell’occasione ci fu un incontro con il vice presidente della giunta regionale che garantì il pagamento entro la fine dell’anno. Ieri, invece, l’azienda ha incontrato gli operai. La Soteco ha promesso il pagamento di pare dello stipendio.
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